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03/02/2012, 05:30

Alla Camera passa la legge anti-giudici

L'Anm pronta allo sciopero contro la "responsabilità civile". Il ministro Severino: mi auguro che il Senato migliori il provvedimento.
 

Giudici Il tam tam tra i togati è immediato: mail, sms, twitter. La notizia è di quelle tanto attese quanto temute: l'Aula della Camera ha approvato - a scrutinio segreto - la legge Comunitaria che contiene la norma sulla responsabilità civile dei magistrati. Il testo, approvato con 264 sì, 211 no e 1 astenuto, passa ora al Senato. La Lega si è astenuta, contro ha votato l'Idv. È praticamente una rivoluzione, culturale e politica; perché (ri)afferma il principio per cui il magistrato può essere a sua volta giudicato per le proprie azioni e perché rappresenta una sconfitta rilevante in Aula per il governo con spaccatura nella maggioranza che lo sostiene. L'esecutivo infatti, per bocca del ministro per le Politiche europee Enzo Moavero, aveva espresso parere contrario all'emendamento della Lega. Ce n'è quanto basta per diventare un vero e proprio "caso" nell'agenda del nuovo governo dei tecnici. In realtà il tema è tutt'altro che nuovo. Il Partito Radicale, all'indomani del caso-Tortora, presentò la richiesta di un referendum per ottenere la responsabilità civile dei magistrati; alla prova del voto, nel 1987, oltre l'80 per cento degli italiani si disse favorevole; ma non se ne fece più nulla, superato dalla Legge Vassalli. Ora, in sostanza, l'emendamento della Lega - a firma di Gianluca Pini- modifica proprio la legge del 13 aprile 1988 sul "risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio nelle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati". Viene modificata quella disposizione della norma per la quale costituisce colpa grave del magistrato la grave violazione di legge "determinata da negligenza inescusabile" con una previsione per la quale "chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni, ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale". Per dolo si intende "il carattere intenzionale della violazione del diritto".


Tam tam tra le toghe, dicevamo. Che non ci ha messo molto a trasformarsi in prese di posizioni formali. «Mobilitiamoci subito contro la norma sulla responsabilità civile dei giudici, dobbiamo essere pronti a mettere in campo anche uno sciopero immediato perché la posta in gioco è alta». A "chiamare" immediatamente i colleghi alla mobilitazione è stato Nello Rossi, procuratore aggiunto a Roma e componente del "parlamentino" dell'Anm in rappresentanza di Magistratura democratica, che ha chiesto «formalmente alla giunta dell'Anm di proclamare lo stato di agitazione della magistratura e di procedere a una convocazione straordinari del comitato direttivo centrale per sabato o domenica». Per Luca Palamara, presidente dell'Anm e «un ennesimo tentativo di vendetta contro la magistratura». Duro anche il commento del segretario dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini: «È incostituzionale. Non è esclusa - avverte - qualsiasi forma di protesta anche le più estreme, non a tutela degli interessi dei magistrati ma in difesa della libertà dei cittadini». È una norma, accusa l'esponente del sindacato delle toghe, «che non ha paragoni in nessun paese europeo e in nessun ordinamento democratico del mondo. È chiaramente una ritorsione nei confronti della magistratura, che ci fa ripiombare in un clima che pensavamo superato. Evidentemente una parte della politica continua a ritenere non accettabili le regole di un ordinamento democratico».


Il segretario dell'Anm preferisce non commentare l'esito numerico del voto segreto che ha dato il via alla norma sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, con soli 211 contrari: «Non conosco - precisa - l'esatta composizione del voto parlamentare. Mi auguro che coloro che hanno a cuore le regole fondamentali del sistema democratico e soprattutto la separazione dei poteri e l'indipendenza della magistratura, si impegnino per eliminare questa norma incostituzionale che riduce l'indipendenza della magistratura». Cascini usa un esempio pratico per argomentare sull'allarme così grave dell'Anm: «In una controversia tra una multinazionale e un singolo consumatore, il rischio al quale è esposto il giudice nel dar torto alla multinazionale è talmente elevato che l'ordinamento corre il rischio di una decisione non equilibrata, non serena». Dal canto suo il ministro della Giustizia, Paola Severino, apre a possibile modifiche: «Prendo atto - ha dichiarato a Montecitorio il Guardasigilli - della volontà del Parlamento. Confido però che in seconda lettura si possa discutere di come migliorare il provvedimento. Ho condiviso tutti i passaggi della legge insieme al ministro delle Politiche Europee. Ritengo - ha aggiunto il ministro - che tutto quel che ha fatto il governo sia stato corretto e condivisibile».

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Angelo Perfetti

03/02/2012

  • 05/02/2012 11:22
    qualcuno si ricordi i casi di Tortora e di Sabani, i cui giudici censori che li hanno portati alla morte, hanno mantenuto il posto e fatto carriera, quando, invece dovrebbero provare anche loro cosa significhi la galera; con una differenza: che quei due erano innocenti, mentre loro sono colpevoli senza se e senza ma!
  • 04/02/2012 15:51
    ma il segreteraio dell'ANM quand'è che fa il suo lavoro? o percepisce il lauto stipendio da mgistrato per fare tutt'altro? e se messo in aspettativa, come immagino si risponderebbe, a carico di chi è il costo economico dell'aspettativa, o è aspettativa senza assegni, come dovrebbe essere?
  • 04/02/2012 15:27
    Giustissimo il comportamento della Camera che dà finalmente corso alla volontà popolare espressa in referendum. Ma non basta. Occorre seria riforma del metodo di reclutamento, separando NETTAMENTE la funzione inquirente da quella giudicante, e di progressione in carriera: concorso di accesso con 4 prove scritte compreso il diritto romano; progressione con concorso dopo tre anni da uditore a pretore, con ripristino delle Preture in località non sedi di tribunale; dopo altri 4 anni concorso per il passaggio a giudice di tribunale. Dopo altri 4 anni concorso per merito distinto per la funzione di presidente di tribunale. Dopo 5 anni da presidente, concorso per merito distinto per giudice di appello (il più anziano assumerà la funzione di Presidente della corte). Dopo altri 5 anni concorso per merito comparativo per giudice di Cassazione. Ridurre a 2/3 il numero di giudici e adeguarlo a quello di altri paesi europei. Prevedere con immediatezza anche per quelli in servizio il concorso per passaggio di qualifica.
  • 04/02/2012 14:56
    "Il ministro Severino: mi auguro che il Senato migliori il provvedimento." Anch'io penso che debba essere migliorato e reso veramente severo perchè si tratta dei danni causati dagli errori dei giudici che SOVENTE hanno portato e portano alla INGIUSTIFICATA distruzione dell'onorabilità delle persone, alla INGIUSTIFICATA privazione della libertà personale, a conseguenze nefaste fino alla morte, al fallimento economico, PER MOTIVI E Ragioni diverse da quelle di GIUSTIZIA. Va previsto il LICENZIAMENTO.
  • 04/02/2012 04:11
    i giudici devono pagare .la legge e uguale per tutti lo dicono loro giusto ? per tutti chi quindi, per tutti quelli che vogliono l'oro??? deve essere l 'egge e non solo un approvazione senza ma e senza se,decidere della vita di una persona non e facile e non deve esserlo assolutamente quindi che diventi legge al piu' presto.
  • 03/02/2012 19:41
    Dottor Cascini, prima di parlare, studi la lingua italiana: "più estreme" non si deve dire, in quanto "estremo" è già superlativo assoluto di "esterno". Si ristudi il latino, se mai lo ha fatto. Come dire "più bellissimo" Si può dire "più estremiste", ma questo mette in pessima (altro superlatvo assoluto) luce l'intelligenza e il rispetto della legge da parte di magistrati. Sono solo degli "irresponsabili" ed incolti superpagati !
  • 03/02/2012 19:34
    Ci si è dimenticati che esiste già la legge n. 117 del 1988 sulla responsabilità dei giudici. Il fatto è che i giudici amano essere "irresponsabili" e decretare le loro sentenze solo in modo che vengano criticate nell'ambito del proprio Corpo. Occorre dunque procedere alla drastica riforma dell'intero Ordinamento Giudiziario, con creazione di un Organo speciale autonomo per la giurisdizione dei loro illeciti, civili, amministrativi e penali, personali o d'ufficio.
  • 03/02/2012 18:14
    se la legge è uguale per tutti anche i giudici devono pagare senza si senza ma
  • 03/02/2012 18:03
    io li manderei in galera chi manda qualcuno in galera ingiustamente, deve andare a sua volta in galera anche se ha solo sbagliato, perchè chi dispone della vita degli altri non deve e non può sbagliare. io ritengo appropriato il doppio della pena, se ha dato a qualcuno un anno di carcere, il giudice ne deve scontare due, senza ma e senza se altro che responsabilità civile, così non pagherà nessuno, ve la immaginate una causa contro lo stato e contro un giudice?
  • 03/02/2012 16:36
    perchè allora se ci sono i referendum non si eseguono e vengono messi in attuazione, è sbagliato che si faccia una legge quando doveva passare per referendum.
  • 03/02/2012 12:28
    Perché non si dovrebbero rispettare le norme comunitarie solo per far piacere ai magistrati? Così come dobbiamo applicare norme su bilancio, ecc. ABBIAMO IL DOVERE DI APPLICARE ANCHE QUELLE CHE NON PIACCIONO A QUESTA CASTA DI PRIVILEGIATI CHE NON RISPONDONO DI NULLA.
  • 03/02/2012 11:53
    Come non condividere questo decreto, quando la propria famiglia ha subito l'ingiustizia di una condanna per la palese e più che evidente imparzialità di giudizio di un Giudice. Certi atteggiamenti, quando vi sono prove certe, devono essere puniti e la famiglie risarcite del danno ingiusto. Questo fenomeno esiste, soprattutto nei piccoli tribunali di provincia, nelle cause che sembrano di poco conto, ma che invece ne hanno moltissimo per le famiglie coinvolte e dove gli Avvocati lucrano e i Giudici di tutto fanno, tranne che amministrare la giustizia. E.F
  • 03/02/2012 10:44
    Non capisco perchè i magistrati si scaldano tanto, La norma parla di “dolo” e “violazione manifesta del diritto” chiunque in Italia compie azioni che violano il diritto è condannato. Allora si deve ritenere che loro vogliono essere liberi di trasgredire il diritto?
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