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31/01/2012, 23:26

Monti: crescita e giovani le priorità

Il premier riceve un premio a Parigi: "Va attribuito a tutti gli italiani che hanno fatto sacrifici, ora possiamo occuparci di crescita e di giovani".

L'Italia "si trova ancora nella situazione per cui poteva e può essere considerata un problema molto serio per l'euro e l'intera eurozona", nonostante i sacrifici "molto, molto considerevoli" fatti dagli italiani. "Ma lo sforzo in corso è quello di trasformarci da origine del problema a soluzione del problema", e per Mario Monti la soluzione passa soprattutto dalla crescita e dalla creazione di nuova occupazione. Una strategia perseguita da tempo, questa del premier, che da subito si dedica alla nuova sfida: l'accordo a 25 si chiude nella tarda serata, la mattinata successiva Monti la dedica ad incontrare cinque commissari comunitari, e nei colloqui l'argomento principale sono proprio, spiegano dalla delegazione italiana, "le iniziative concrete che gli Stati membri e le Istituzioni Europee dovranno sviluppare in favore della crescita e della creazione di occupazione, in particolare a favore dei giovani".

 
E se dalla sua maggioranza, in particolare dal Pd, arrivano dubbi sull'accordo di ieri, la risposta dell'esecutivo è in linea con quanto fatto finora: "Prima di tutto bisognava 'fare i compiti a casa', per poter portare a casa il nuovo fiscal compact e 'tranquillizzare' la Germania. Solo ora, e dopo un lavorio ai fianchi che va avanti da settimane, si può iniziare a lavorare davvero sui fronti della crescita e dell'occupazione", spiega una fonte di governo.


E proprio ai giovani, che oggi "soffrono" una disoccupazione record, si rivolge Monti, quando da Parigi - dove si è spostato nel pomeriggio per ricevere il premio Europeo dell'Anno - li invita a "continuare ad avere speranza" nonostante i drammatici dati sull'occupazione diffusi oggi dall'Eurostat e dall'Istat. Perché appunto dopo aver approvato il fiscal compact, "ora si può tornare senza complessi al problema della crescita", guardando "soprattutto verso i problemi dei giovani che dappertutto, e in Italia in particolare, soffrono il problema della disoccupazione". Dunque "bisogna lavorare nei mesi e negli anni a venire per dare sostanza a questa marcia dell'Europa verso la crescita che ritengo assolutamente essenziale", altrettanto quanto le politiche di disciplina di bilancio.


Una sfida, quella di riportare la crescita e l'occupazione al centro dell'agenda europea, che si intreccia a doppio filo con la sfida tutta interna, e forse ancora più delicata, di riformare il mercato del lavoro.  Con l'articolo 18 che continua a monopolizzare il dibattito e che - ha scherzato ieri Monti in conferenza stampa a Bruxelles - "non si ferma ai confini nazionali e ci segue ovunque con la sua compagnia". Ma per il premier quello del diritto al reintegro se licenziati senza giusta causa, "è uno dei tanti temi" in campo e soprattutto "non credo che nessuno possa istituire una diretta correlazione con le importanti prescrizioni" dell'Europa in materia. Perchè il campo di intervento della riforma dovrà essere di ben più ampio respiro, e "resterà da vedere che cosa dei numerosi pezzi di legislazione oggi vigenti debba eventualmente essere modificato per consentire di conseguire obiettivi che sono sempre più chiari benchè non facili da conseguire".


Obiettivi che il premier individua così: "Riduzione della segmentazione del mercato del lavoro, eccessivo divario di status e di trattamento tra inclusi ed esclusi, penalizzazione forte di fatto delle nuove generazioni". Per raggiungerli, la strategia del governo - spiegano fonti dell'Esecutivo - si muove sulle due gambe, quella interna e quella Ue. "Come per la stabilità dei conti - spiega un membro del governo - noi dobbiamo fare la nostra parte, l'Europa deve fare la sua". E anche se oggi il responsabile economico del Pd Stefano Fassina liquida il riferimento a crescita e occupazione contenuto nel documento finale del summit di Bruxelles come una "foglia di fico per coprire il vuoto di iniziative", la risposta che arriva dal governo è che "l'aver inserito i temi nella dichiarazione conclusiva del vertice, è comunque un risultato del pressing italiano". Che "fino a poche settimane fa era impensabile riuscire a spostare l'attenzione sulle politiche per la crescita".


Un altro piccolo passo in Europa è stato per l'appunto fatto con gli incontri di oggi, ad esempio in quello con il Commissario Barnier, con il quale Monti ha avuto un approfondito scambio di vedute sul mercato interno, in particolare sull'apertura del mercato dei servizi e sul miglioramento della mobilità del lavoro, "importanti elementi per le riforme". Concetti su cui si è ragionato anche nella colazione con i vicepresidenti della Commissione Tajani, Rehn ed Almunia, tenendo presente che gli ultimi dati Eurostat sulla disoccupazione "rendono evidente l'urgenza di un'azione a più livelli a sostegno dell'impiego" e dunque va valorizzato "il potenziale dell'industria europea, ed in particolare il tessuto delle PMI". Così come nell'incontro con il Commissario Semeta, il premier fa balenare la possibilità di una riduzione fiscale sul lavoro, affacciando la possibilità che gli orientamenti europei sui sistemi fiscali, come "ad esempio il graduale trasferimento degli oneri fiscali dal lavoro al capitale ed ai consumi" sia tradotto nelle politiche nazionali di riforma strutturale. Un altro passo in Italia Monti spera di farlo giovedì, con la ripresa del tavolo con le parti sociali a palazzo Chigi.

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31/01/2012

  • 02/02/2012 09:55
    Crescita e priorita` giovani era la stessa negli anni sessanta, quando lasciai l`Italia per disperazione; avevo 18 anni ed ancora non sono rientrato. La mia e` stata una mossa giusta e felice. La consiglio a tutti i giovani Italiani oggi. Non solo avranno una vita migliore, ma capiranno che le bellezze dell`Italia e tutto il bello che le si attribuisce, non anno assolutamente valore.
  • 01/02/2012 10:27
    e bravo supermario, intanto lui incassa senatore a vita e premio a Parigi.....'na bella presa per i fondelli. Come il suo degno compare del colle è capace solo di emettere frasi fatte e vuote nei fatti.
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