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14/12/2011, 05:30

Tempi e concertazione i due errori del premier

Di DAVIDE GIACALONE Il governo Monti avrebbe dovuto evitare due errori: pensare di agire in due tempi e negoziare il contenuto dei provvedimenti.

Il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera Il governo Monti avrebbe dovuto evitare due errori: pensare di agire in due tempi e negoziare il contenuto dei provvedimenti. Avevamo avvertito questi pericoli fin dal primo momento, considerando favorevolmente il suo insediamento proprio perché la missione da compiersi era chiara: agire subito e senza farsi bloccare da interessi strutturati e conservatori. Non abbiamo mai avuto il minimo dubbio sulla legittimità del governo in carica, non solo perché ha ricevuto la fiducia del Parlamento, che è l'aspetto formale, ma perché il suo non essere politico discende non da un esproprio, ma da un fallimento della politica.

 
È un guaio, però, se della politica prende i vizi e della natura tecnica non porta i frutti. Il decreto governativo ha mostrato due punti deboli: a) contiene alcuni errori tecnici e, b) è costituito per la gran parte di tasse. I primi era lecito non aspettarseli, da un tale consesso di sapienti, il secondo è un errore, perché fin da subito era chiaro che la missione di rendere sostenibile il debito poteva essere assolta solo a tre condizioni: 1) che si suturi la ferita istituzionale dell'euro, che rende aggredibili i debiti sovrani e fa crescere gli spread, ovvero la distanza fra i tassi in capo a paesi diversi; 2) che si ponga un freno alla spesa improduttiva e corrente, talché il debito non continua a crescere per i fatti propri, in assenza di quale che sia corrispettivo per i cittadini; 3) che si metta l'Italia nelle condizioni di crescere, in questo modo alleviando il peso del debito pubblico.


La prima cosa ha a che vedere con la sede europea, rispetto alla quale oggi si conferma il nostro punto di vista: l'ultimo consiglio europeo s'è concluso in modo largamente deludente, quindi pericoloso. Le altre due sono faccende interne, e i pochi elementi relativi alle liberalizzazioni erano i residui segnali che s'intendeva operare in quella, giusta, direzione. Sono proprio quelli che stanno cadendo. Il taglio della spesa è stato concentrato sulle pensioni, anticipandone i tempi della già approvata riforma. Ho ritenuto e ritengo giusta questa scelta, sebbene non abbia condiviso la deindicizzazione del potere d'acquisto. I tempi previsti dalla legge erano irragionevolmente lunghi, e quelli che erano stati accorciati (da una maggioranza di centrodestra) erano poi stati nuovamente diluiti (da una maggioranza di centrosinistra).


Togliere l'adeguamento all'inflazione, invece, ha un effetto recessivo, perché la gran parte dei pensionati spende quel che incassa, e se incassa un valore reale inferiore deve contrarre i consumi, deprimendo il mercato. Per non parlare delle tasse, compresa la mania di randellare i conti correnti degli italiani, come se tenere i soldi in banca sia una specie di privilegio o di lussuria. Anche questi sono provvedimenti depressivi. Necessari? Sì, se accompagnati dal superamento dei difetti strutturali dell'euro. Altrimenti inutili, perché quei soldi corrono il serissimo rischio d'essere vaporizzati sul braciere degli spread. Quel che, invece, di queste manovre dovrebbe restare, vale a dire le sane politiche di privatizzazioni e liberalizzazioni, invece viene progressivamente sterilizzato e ritirato, fino a scomparire. E siccome non ci sarà un secondo tempo, perché quello a disposizione del governo si esaurisce in fretta, così come si dissolve la spinta propulsiva che ne ha accompagnato la nascita, ecco che si rischia di restare con il bastone e perdere la carota. Il che è paradossale, ma anche spiegabile: la parte dolorosa delle manovre si spalma su un vasto pubblico di vittime, i cui gemiti si confondono con il vociare degli astanti, mentre la parte promettente e liberalizzante s'insinua negli interessi solidi di specifiche categorie, la cui reazione si fa subito sentire e valere. I sindacati che proclamano alcune ore di sciopero generale compiono un atto inutile, di cui ci s'è accorti più che altro in edicola. Ma le farmacie che minacciano la serrata sono un problema più specifico e avvertito, quindi temibile.

 
Il problema, però, è il seguente: se il governo dei professori e dei tecnici, che non deve prendere voti, non resiste nemmeno ai tassisti, di grazia, chi potrà mai avere fiducia che sia in grado di sfidare rendite di ben più profondo spessore? Dopo di che arriva a ruota il secondo quesito: posto che per fare una manovra di tasse non c'era bisogno di scomodare tante onorabili persone, essendo sufficiente un ragioniere, allora, a che serve un governo siffatto? Quando sostenni che il governo non avrebbe dovuto trattare alcunché, ne concertare con alcuno, ma presentare i propri provvedimenti al Parlamento con la dicitura «prendere o lasciare», non intendevo certo sollecitare il mancato rispetto del legislatore, ma ricordare che il governo Monti non sarebbe mai nato se le forze politiche di maggioranza non avessero fallito e quelle di minoranza non fossero incapaci di una alternativa. Ove il governo accetti di spezzettare i provvedimenti e discuterli a tocchi, per giunta attestandosi sulla linea, usata e perdente, del considerare i «saldi invariabili», allora smarrisce la sua ragion d'essere. E con quella si perde anche la giustificazione del perché sta governando chi non è stato eletto. Accettare la sterilizzazione e il rinvio dei pochi lampi liberalizzatori, inizialmente contenuti nel temporale di tasse, ha implicazioni notevoli. Faranno bene a pensarci due volte, perché mollarli equivale a mollare la corda cui si è aggrappati.

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Davide Giacalone

14/12/2011

  • 15/12/2011 17:02
    TOBIN TAX : COSA SI ASPETTA ? - Dal nome, del premio Nobel, Tobin che la propose nel 1972 è una tassa con l'intento di colpire, in maniera leggera, tutte le grandi transazioni sui mercati valutari, penalizzando le speculazioni a breve termine ("derivati" compresi), speculazioni anche con vendita e acquisto di monete; con bassa percentuale di applicazione tra lo 0,05 e l'1% secondo i settori. M. Monti: "Pronti a introdurre la Tobin tax". L'Italia, ha aggiunto Monti, è disposta a riconsiderare la posizione del precedente governo contrario a tale tassazione...spiegando che questo è anche un mezzo, in prospettiva, per arrivare ad una riduzione delle tasse sulle famiglie e Imprese...ma così stante, perchè prima di "macellare i soliti noti", non si è anticipata questa nuova possibilità (con giudizio favorevole anche da PD ) ? (segue) Angelo Mandara
  • 15/12/2011 15:13
    2) TOBIN TAX : COSA SI ASPETTA ? - Per il Governo Monti, la Tobin (prof all'Università di Yale - USA - dove si sono conosciuti con il ns. Monti ngli anni '70) tax..."un impuesto parà el desarrollo de los paìses pobres" (leggo da Internet)..nove gli Stati U.E.con forme di Tobin tax..Allora verrebbe da chiedersi: se questa tassa risolve problemi con forte gettito in miliardi e "conviene" per lo sviluppo di Paesi poveri...beh, allora, noi che ci facciamo nei G7 (lo stesso valga per Francia e Gran Bretagna applicanti la Tobin) ? Già...il governo Berlusconi avrebbe lasciato a Monti anche questo...soltanto interessati a portare a termine la legislatura...e dopo le grandi polemiche sulle "entrate" dei parlamentari.. ora stanno facendo, quasi a gara, nel voler fare i "volontari" a costo zero. Saluti. Angelo Mandara
  • 14/12/2011 21:02
    Gli errori sono ben più di due, a cominciare dalla motivazione originaria di tutto questo, dovuta soltanto a loschi traffici internazionali, i cui effetti ricadono su tutti i cittadini.
  • 14/12/2011 16:57
    Che pena! Non sono stati capaci di tagliare neanche i rimborsi elettorali ai partiti, che sono una vera truffa. E poi cosa ci vanno a fare da Vespa e Floris e in Tv in genere?? Si mettono allo stesso piano degli altri. Cosa che assolutamente non dovevano fare per uno scatto di dignità.
  • 14/12/2011 16:27
    Altro che acquistare BOT E CCT.Cada Sansone con tutti i Filestei.
  • 14/12/2011 15:55
    In uno stato di diritto e democrazia L'EQUITA' dovrebbe essere LEGGE ed il volere del popolo VANGELO. Così non è, ci ritroviamo una classe politica incompetente ingorga e disonesta che puntualmente butta nel cestino le volontà dei cittadini. Propongo di riconsegnare tutti MA PROPRIO TUTTI il CERTIFICATO ELETTORALE
  • 14/12/2011 15:30
    aridatece Berlusconi.
  • 14/12/2011 11:13
    Sono allibita, nessuna esenzione dell'Imu per i pensionati soli fino a mille euro per case che hanno costruito con tanti sacrifici e nelle quali si ritrovano a vivere da soli dopo la morte del coniuge e l'uscita di casa dei figli! Chi è riuscito a risparmiare 5000 Euro viene considerato ricco, alla pari di uno che ne ha messi da parte 5 Millioni! E' una VERGOGNA! Vorrei che Monti provasse qualche mese a vivere con 500 o 1000 Euro per vedere se riesce a mettere da parte i soldi per pagare riscaldamento, energia elettrica acqua e ora anche IMU!
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