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22/10/2011, 05:30

La Consulta: stop ai sindaci-parlamentari

La Corte Costituzionale: no al doppio incarico a chi guida città sopra 20mila abitantiI. 10 gli illegittimi, sono tutti di Pdl e Lega.

Il palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale La crociata contro i doppi incarichi è iniziata. E ora, a farne le spese, saranno proprio quei parlamentari che sono anche sindaci di comuni con oltre 20mila abitanti. Una situazione che, secondo quanto stabilito dalla Consulta, è costituzionalmente illegittima. E così, conti alla mano, tra Camera e Senato, sono dieci i parlamentari "illegittimi" e tutti di Pdl e Lega. A Montecitorio esiste un elenco ufficiale che vede in testa Adriano Paroli (Pdl), sindaco di Brescia seguito dai colleghi di partito Giulio Marini (Viterbo); Nicolò Cristaldi (Mazara del Vallo); Marco Zacchera (Verbania); Michele Traversa (Catanzaro) ai quali si unisce il leghista Luciano Dussin (Castelfranco Veneto). A Palazzo Madama, dove non esiste un elenco ufficiale, i senatori-sindaci sono Vincenzo Nespoli (Afragola) e il leghista Gianvittore Vaccari (Feltre) ai quali si uniscono Antonio Azzollini (Molfetta) e Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania e contro cui è stato fatto il ricorso da cui è derivata la sentenza della Corte Costituzionale. Un giudizio richiesto dal tribunale di Catania al quale si era rivolto un cittadino, Salvatore Battaglia, che aveva sollevato la questione di incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di senatore, chiedendo la decadenza della prima in mancanza dell'esercizio del diritto di opzione. Stancanelli, infatti, era stato eletto primo cittadino di Catania nel giugno 2008, due mesi dopo le Politiche dell'aprile. E ora cosa accadrà. Stancanelli ha le idee chiare annunciando di preferire di gran lunga fare il sindaco della sua città piuttosto che il parlamentare «a prescindere da qualunque sentenza additiva della Corte». Più in generale, per capire cosa dovranno fare gli "illegittimi", si riunirà mercoledì prossimo la Giunta delle elezioni della Camera anche se, Antonio Saitta, ordinario di diritto costituzionale, spiega: «Adesso il parlamentare amministratore avrà dieci giorni di tempo per optare per uno dei due incarichi, altrimenti decadrà probabilmente da quello più recente».

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Alessandro Bertasi

22/10/2011

  • 22/10/2011 13:52
    Sindaco e onorevole? E non solo - cara Consulta - perchè in un paese dove gli "onorevoli" hanno tempo di recitare in televisione, declamare in teatro, girare un paio di filmetti, cantare al Festival di San Remo, difendere e accusare in tribunale, fare shopping con l'auto blu ..... una domanda sorge spontanea: " .. ma questi signori quand'è che sono "onorevoli?"
  • 22/10/2011 10:55
    ma come mai questa sapiente Corte Costituzionale, chiamata a tutelare piccoli pensionati gli ha dato sempre in testa e non pontifica mai sul cumulo di pensione, assegni vari e retribuzione dei parlamentari, mentre difende chi si accanisce sulle pensioni di riversibilità degli impiegatucci ed operai accampando la discrzionalità del legislatore e prevalenza della tutela della Finanza pubblica? Ovviamente tale tutela non vale a limitare le prebende degli appartentnti alla politica!!!??? LA CASTA DEVE RESTARE IN PIEDI E LA CORTE COSTITUZIONALE NE FA PòARTE A PUIENE MANI.
  • 22/10/2011 09:52
    Salve, esiste anche che i parlamentari sono anche consiglieri comunali,anche questa vergogna bisogna eliminare,e Trieste sono Antonione pdl e Fedriga lega nord e forse anche Menia
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