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Anche il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco è a favore di un passo indietro di Berlusconi.

Nonsarebbe una resa né un'accettazione dello sciacallaggio cui è sottoposto, ma la conferma del suo progetto: dare un leader al suo stesso schieramento. Ha scelto Alfano, un passo indietro gli darebbe la giusta consacrazione». Ma come fa questo passo indietro, visto il momento che stiamo vivendo, a non assumere i contorni di una resa? «Perché il premier viene quotidianamente sottoposto ad una fucilazione. Ed è vero che i colpi gli rimbalzano, ma vanno altrove, colpiscono altri. Per questo servirebbe un moto di patriottismo. Di senso dello Stato più che delle istituzioni. I suoi nemici, che si sono affidati alla tenaglia giornalistico-giudiziaria visto che altrove non ci sono né leader, né un progetto, non gli daranno mai tregua. In fondo quello che ha fatto come imprenditore, come presidente del Consiglio, nessuno glielo può tirare via». Insomma anche per Buttafuoco «è giunta l'ora» del passo indietro. «Altrimenti - conclude laconico - i Lavitola e i Tarantini continueranno a proliferare». Nic. Imb.

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