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01/08/2011, 13:29

Berlusconi in Aula
Il governo convoca
le parti sociali

Il premier mercoledì in Parlamento per il dibattito sulla crisi. Incontro tra esecutivo, imprese e sindacati giovedì.

  Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi È fissato per giovedi prossimo alle 11 l'incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica. Le parti sociali incontreranno le opposizioni giovedì pomeriggio, dopo l'incontro della mattina con il governo. Al centro dell'incontro i temi della crescita economica.


IL PREMIER IN PARLAMENTO Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso, a quanto si apprende, la propria disponibilità ai presidenti di Camera e Senato a un'informativa sulla situazione economica. Il premier, riferiscono le stesse fonti, dovrebbe intervenire nel pomeriggio di mercoledì prima alla Camera e poi al Senato. Intanto non è al momento fissato alcun vertice con Berlusconi, ministri e parlamentari del Pdl sulla crisi. Il primo contatto ufficiale tra il governo e le parti sociali si svolgerà giovedì mattina, ma la presenza del presidente del Consiglio all'incontro resta incerta. Anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano, si muoverà per avviare un dialogo con le parti sociali sulla crisi, diponibile anche a un confronto con l'opposizione.

 
L'APPELLO ALL'ESECUTIVO La scorsa settimana imprese e sindacati avevano lanciato un appello comune al governo chiedendo subito un patto per la crescita, per dare un segnale di discontinuità ed evitare che la dinamica dei mercati finanziari porti a una situazione insostenibile per il paese. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi in un'intervista al Corriere della Sera ha riferito che l'esecutivo è pronto al confronto su un'agenda di cinque punti. Tra i punti elencati dal ministro, la riduzione delle tasse con il disegno di legge delega, l'avvio di una stagione di privatizzazioni e liberalizzazioni, il monitoraggio degli investimenti alle imprese, la verifica del rapporto tra banche e imprese alla luce di Basilea 3, relazioni industriali, ammortizzatori sociali e statuto dei lavori e il taglio dei costi della politica.


CALDEROLI: PRESTO PER RIFERIRE ALLE CAMERE Questa mattina il ministro leghista, Roberto Calderoli, ha sottolineato che "riferire in Parlamento oggi prima di elaborare i progetti sarebbe poco credibile". Aggiungendo che "nell'immediato nessuno ha risposte definitive, vediamo di mettere insieme le migliori idee disponibili". Ed è proprio questa, riferiscono le stesse fonti, la linea dell'esecutivo e del premier. La richiesta dell'opposizione di un intervento in aula del premier prima di un confronto su eventuali misure, è giudicata strumentale. "Il confronto con l'opposizione, da noi sempre auspicato, non può - dice Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera - passare attraverso il baratto delle dimissioni forzate del capo del governo, né per i diktat della Cgil che sarebbe disposta a sedersi a un tavolo solo se venisse stravolta la manovra economica".


BERSANI CHIAMA MARCEGAGLIA In vista degli incontri di giovedì, a quanto a si è appreso, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha avuto oggi colloqui telefonici con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, con i segretari generali di Cgil e Cisl Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, con il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari.
 

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01/08/2011

  • 02/08/2011 09:45
    Assisteremo in parlamento alla solita bordata di fischi e di" vattene", da parte dei neo comunisti che come sempre, non hanno nulla da proporre, se non chiacchiere a vuoto.
  • 01/08/2011 19:01
    Da quando non abbiamo più una legge che ci permetta di esprimere preferenze alle elezioni e quindi eleggere i candidati che vogliamo, non ci sentiamo più responsabili di aver dato accesso al parlamento ad indagati di vari reati , cosa che ci saremmo guardati bene dal fare e che, invece, è stato fatto di continuo da tutti i partiti per salvaguardare “la Casta”. Il parlamento si sta riempiendo d’individui che devono essere giudicati per vari reati. La presunzione d’innocenza in Italia vale solo per i parlamentari. A loro è riservato di godere del privilegio di non essere espulsi dal parlamento dal nostro Presidente della Repubblica. Per tutti gli altri italiani, se ritenuto dal GIP, attendano il processo in carcere. Ed ora Bersani parla di “macchina del fango” perché il potere giurisdizionale ha osato incriminare un suo accolito, a ragione, sì, dico a ragione perché ritengo che nessun giudice formuli accuse fantasiose o inventate su di un cittadino.
  • 01/08/2011 15:53
    probabilmente sarà una riunione per dare un'altra stangata a una parte degli italiani (dipendenti e pensionati). Questo governo sa fare solo questo e leggi che fanno comodo alla casta.
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