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Manovra, Bossi: "Governo a rischio" Vertice a tre col premier e Tremonti

Vertice governo-maggioranza a Palazzo Grazioli. Romano: "Ministri senza stipendio per dare il buon esempio". La magistratura contabile sul provvedimento al voto giovedì: il percorso di aggiustamento dei conti pubblici è "gravoso e di grande complessità".

Manovra, Bossi: "Governo a rischio" Vertice a tre col premier e Tremonti

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è cominciato a Palazzo Grazioli il vertice a tre tra Berlusconi, Bossi e Tremonti. Ai cronisti che aspettavano fuori dal palazzo il Senatur ha detto che sulla manovra economica "il governo è a rischio". Assai più moderato il commento del ministro Tremonti: "una manovra molto seria e responsabile che sarà oggetto di un dibattito molto serio e responsabile nell'interesse dell'Italia e degli italiani".

Al momento a Palazzo Grazioli, oltre al premier Silvio Berlusconi, giunto circa venti minuti fa, sono presenti anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo.

MINISTRI SENZA STIPENDIO "E' probabile che i ministri, dal mese prossimo, non abbiano più lo stipendio". Saverio Romano, lasciando il vertice di maggioranza in corso a Palazzo Grazioli sulla manovra, ha anticipato ai cronisti una delle misure per "dare il buon esempio". Il ministro dell'Agricoltura conferma che "da noi sono arrivate richieste in ordine a un maggior rigore nei tagli e nelle spese".

LA CORTE DEI CONTI: MANOVRA AI LIMITI DELLA SOSTENIBILITÀ La manovra del governo per raggiungere il pareggio di bilancio è "ai limiti della sostenibilità: tra il 2012 e il 2014 la riduzione reale saretenibilità". L'allarme arriva dalla Corte dei conti, secondo cui "i tagli necessari sarebbero di dimensioni inconsuete". In occasione della Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2010 il presidente di Sezione della Corte dei conti, Luigi Mazzillo, ha aggiunto che "la sostenibilità di un percorso così impervio richiede la ricerca di strumenti in grado di recuperare condizioni per una crescita più contenuta".

In particolare la Corte ha insistito sulla necessità di non penalizzare la spesa in investimenti né puntare solo sui tagli lineari perché, come ha fatto notare il procuratore generale Maria Teresa Arganelli, "la caduta degli investimenti è fattore non ultimo della stagnazione dell'economia" mentre la crescita del Pil "è l'unico metodo per ridurre in modo significativo e permanente il disavanzo".

GIAMPAOLINO: VINCOLI UE IMPONGONO DI CERCARE PUNTO DI EQUILIBRIO I tagli alla spesa pubblica per ridurre il debito non devono penalizzare la ripresa economica, e bisogna quindi cercare un "difficile punto di equilibrio". Il monito è del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, secondo cui "nell'attuale quadro congiunturale i vincoli imposti dalla nuova governance europea impongono di ricercare un difficile punto di equilibrio tra riduzione del debito pubblico e ritorno alla crescita economica".

MARONI,DECIDEREMO IN BASE RISPOSTE BERLUSCONI Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine della cerimonia di chiusura dell'anno accademico della Scuola di polizia, ha parlato della manovra economica e del vertice a tre previsto per oggi tra Berlusconi, Tremonti e Bossi: "Le nostre richieste sono quello che Bossi aveva già anticipato a Pontida - ha detto il ministro - in base alle risposte che avremo o non avremo, decideremo il da farsi giovedì in Consiglio dei ministri sulla manovra".

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