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20/05/2011, 21:17

Sgarbi: chiuso per motivi politici

Il critico al contrattacco dopo il flop del suo show, sospeso dalla Rai. "Ora farò l'ospite". E va all'assalto de Il Fatto: "Li voglio far chiudere".

Vittorio Sgarbi durante "Chiuso per motivi politici". Il giorno dopo la deblacle per la sua trasmissione, stoppata dalla Rai per il disastroso risultato di ascolti, Vittorio Sgarbi torna battagliero: "sono orgoglioso di quello che ho fatto, lo rifarei identico", assicura. E si scatena contro politica e giornali. "La destra non mi ha capito, la sinistra mi ha attaccato solo sugli ascolti", si accalora. "Sui giornali ho letto stamattina un sacco di stupidaggini. Ora querelo Il Fatto, lo voglio far chiudere, diffonde solo menzogne".
 

CONTRATTI Intanto sono in stand by le trattative con l'azienda per la seconda puntata: gli autori Carlo Vulpio e Diego Volpe Pasini puntano i piedi e richiamano l'azienda al rispetto del contratto, che prevedeva un'eventuale sospensione solo dopo la seconda puntata. Sgarbi però sembra essere su posizioni diverse: "Per quanto mi riguarda la seconda puntata posso anche non farla, anzi preferisco - dice - Ma siccome non voglio nessun compenso che non sia recuperato con il lavoro, posso scontarlo con le ospitate nei programmi, quello che mi riesce meglio". In realtà, ricorda il suo legale, l'avvocato Cicconi, il contratto firmato con la Rai lega il critico ferrarese al servizio pubblico per un anno, fino a tutto dicembre 2011. E il compenso previsto, in totale un milione, "riguarda solo in parte, per 3-400 mila euro, le cinque puntate del programma. Il resto viene corrisposto per ospitate in altre trasmissioni e anche per onorare un contenzioso pregresso".
 

COSTI Sgarbi, comunque, ribadisce la soddisfazione per quello che ha fatto. Ammette i limiti dovuti alla sua conduzione, ma ne difende i contenuti: "erano straordinari", dice, "le mie erano pagine di pensiero". Poi se la prende con la Rai che a suo avviso, chiudendo il programma, "tradisce il suo mandato di servizio pubblico che non deve per forza fare soldi. La tv pubblica può anche andare in rosso, se fa cultura". Ancora aperta, infine, la polemica con Il Fatto: "Li voglio far chiudere- annuncia bellicoso - ieri li ho denunciati chiedendo 10 milioni di euro di risarcimento per quel titolo su Salemi, quello in cui si scriveva che prendo ordini dalla mafia, cosa che ho trovato di una gravità assoluta. Oggi li querelo un'altra volta e chiederò 2 milioni e mezzo per la loro assurda ricostruzione dei costi della trasmissione, siamo costati molto meno dei 4 milioni sostenuti da Il Fatto". A questo proposito il critico conferma che il compenso fissato per lui è di "1 milione per un anno", mentre i compensi dello staff assommerebbero invece, cumulativamente, a circa "5-600 mila euro". "A questo si deve aggiungere il costo della scenografia, che è di 700 mila euro. Ma è bellissima e dovrebbe essere riutilizzata anche per altri programmi. Se me la chiedessero io la concederei senza problemi".

 

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20/05/2011

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