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13/02/2011, 17:39
Un urlo per dire "basta" alla degradazione delle donne. La manifestazione romana "Se non ora, quando?" ha riempito le piazze di 230 città.
Un urlo per dire "basta" alla degradazione delle donne ha aperto la manifestazione romana "Se non ora quando?", una protesta che ha riempito le piazze di 230 città dove da questa mattina affollano le strade cittadine gridando slogan e brandendo striscioni che chiedono rispetto per le donne. A piazza del Popolo, gremita di donne, uomini, ragazzi, famiglie, si levano urli contro il premier 'dimettitì. A Napoli 50 mila in piazza, migliaia e migliaia a Bari, Palermo, Genova, Trieste, Venezia, Torino, Milano, manifestazioni anche in molte città estere. Camusso: questo governo fa politica contro le donne. Gelmini: in piazza solo poche radical chic. Finocchiaro: ministro Istruzione sbaglia, è pregiudizio. Bindi: movimento non si fermerà. Giulia Bongiorno: feste hard non selezionino i dirigenti. Monica Vitti ha affidato un messaggio ad Angela Finocchiaro: le donne mi hanno sempre sorpreso.
LA MANIFESTAZIONE Difficile un calcolo preciso. Per gli organizzatori di 'Se non ora quando?', alla giornata dell'orgoglio femminile ha partecipato oltre un milione di persone. Di certo non c'e' capoluogo in cui la gente non sia scesa in strada per protestare, ma anche per festeggiare. Molti gli slogan contro Silvio Berlusconi. Ma ha avuto la sua parte anche Mariastella Gelmini che ha bollato le dimostranti come "poche radical chic che manifestano per fini politici e per strumentalizzare le donne", per lei solite eroine snob della sinistra". E non è piaciuta neppure sull'accusa di "moralismo" lanciata ieri da Giuliano Ferrara. Il cuore dell'iniziativa è stata Roma, dove una piazza del Popolo gremitissima ha ascoltato le promotrici dell'evento. Molti i volti noti dello spettacolo. E in prima fila, tra le altre, Giulia Bongiorno e Susanna Camusso. "Se fossi qui per criticare i festini hard mi potrebbero dire "sei moralista", ma quello che mi ha colpito di questa vicenda è quando il festino può diventare criterio di selezione della classe dirigente", ha spiegato la Bongiorno, a una delle sue prime uscite pubbliche dopo la maternità. "Credo che la Gelmini abbia perso un'altra occasione di stare zitta", ha detto Camusso. Detto questo, ha tenuto ad aggiungere, "questa manifestazione non può essere strumentalizzata politicamente perché è contro tutti coloro che vogliono violare i diritti delle donne". Sarà per questo che sono stati gentilmente allontanati dal retropalco tutti i politici. In piazza, tra la folla, molti esponenti del Pd, a cominciare dal segretario Pier Luigi Bersani: "Berlusconi se ne dovrebbe andare da tempo, è questo che gli chiedono le piazze", ha sottolineato. C'erano poi i due capigruppo in Parlamento, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, Rosy indi e Walter Veltroni. Alla fine si è deciso di convocare gli Stati generali delle donne. Alla manifestazione ufficiale, è seguito poi un presidio lampo davanti a Montecitorio.
13/02/2011