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03/09/2010, 05:30

Gelmini smaschera i precari preventivi

Il ministro dell'Istruzione attaca: la sinistra strumentalizza. Insegnanti in piazza. La replica del ministro: "Protestano prima di sapere se avranno la cattedra".

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini Una conferenza stampa di inizio anno scolastico che brucia i tempi. Il ministro Mariastella Gelmini scende in trincea con l’elmetto in testa prima del solito. Normalmente un paio di giorni prima del via manda le letterine di incoraggiamento agli alunni. Questa volta no! A Palazzo Chigi, ieri mattina, ha sciorinato i numeri che già conosciamo, ha descritto la sua riforma della scuola superiore che prenderà l'avvio proprio quest'anno, ha insistito molto sugli sforzi che il governo attua tutti i giorni per far quadrare i conti. «Non venitemi a parlare di risorse che mancano: siamo in un momento di crisi. Non fatemi paragoni con gli altri Paesi che non hanno accumulato i debiti che abbiamo noi. L'esecutivo sta pagando le colpe di chi l'ha preceduto». La Gelmini ha difeso il governo, prima di tutto. Il presidio dei precari a Montecitorio, quei professori senza ruolo ma comunque presenti, da decenni, che con lo spettro di non vedersi rinnovato il contratto annuale hanno deciso di fare lo sciopero della fame volevano sfidarla «a tu per tu». Un incontro diretto. Lei non s'è fatta intimidire. «Con i precari ho sempre parlato, a Siracusa come a Roma, ma non ho intenzione di farmi trascinare in polemiche inutili» ha precisato invece Gelmini.

 
«C'è chi strumentalizza il disagio. Con chi sta facendo lo sciopero non parlo ora perchè stiamo perfezionando degli accordi». E così lei che voleva parlare della riforma delle superiori ha finito per dedicare gran parte del suo intervento alla questione degli insegnanti precari. Che promettono battaglia e minacciano di trascinare tutti gli altri in una mobilitazione generale. Insomma il solito casino d'inizio anno scolastico. Mariastella Gelmini non ci è andata tenera, non ci sta a farsi mettere sul banco degli imputati. «Sono dispiaciuta - ha detto - nel vedere che tanti giovani hanno solo un posto in graduatoria, ma voglio evitare una spettacolarizzazione del disagio. Di precari ne incontro tanti, sento tante storie dolorose, ma non mi piace la politica-spettacolo. Il primo compito che abbiamo è quello di non creare ulteriore precariato e perciò bisogna riferirsi a una pianta organica del fabbisogno». Anche perché bisogna fare i distinguo. Ci sono precari e precari. Molti protestano e non sanno se hanno motivo di farlo. Una protesta preventiva che puzza di strumentalizzazione.

 
«Stiamo ancora perfezionando gli accordi» dice. E ha aggiunto: «Protestano senza ancora essere stati esclusi. Una protesta legittima ma non motivata. Non si tratta di persone che sono state licenziate, presumono di non avere un posto di lavoro, ma il ministero non ha ancora completato le operazioni. Vedremo quanti precari risponderanno positivamente agli accordi regionali, se poi preferiscono l'indennità di disoccupazione....». E già! Perché c'è anche quest'eventualità. Che il precario rifiuti il posto assegnatogli perché lontano da casa propria o per altri motivi e preferisca rimanere disoccupato. «L'anno scorso abbiamo messo a disposizione posti che alcuni precari hanno rifiutato preferendo prendere l'indennità di disoccupazione». Il Governo non «è onnipotente, ma tutti i margini di intervento possibili - ha insistito - li sta utilizzando. E se questo venisse detto con chiarezza, le tensioni potrebbero affievolirsi nell'interesse di tutti e di un buon avvio dell'anno scolastico». Del resto il governo s'è messo d'accordo con i sindacati («moderati, quelli moderati» precisa il ministro) per combattere il precariato - dal cosiddetto decreto salva-precari agli accordi con le Regioni: stiamo o non stiamo parlando di circa 229.000 docenti? Non sono mica bruscolini. Tra l'altro «un'eredità delle politiche del passato».

 
E poi basta con la favola del governo dei tagli. Anche perché «è un dovere morale quello di liberare risorse sulla qualita». Intanto, dice, sono stati recuperati 10.000 nuovi posti di lavoro per gli insegnanti e 6.500 per gli Ata (le immissioni in ruolo accordate da Tremonti); e poi aggiunge «i 42.000 tagli del 2009-2010, per effetto di 32.000 pensionamenti, sono in realtà stati 10.000 e che nel 2010-2011 l'effetto pensionamenti (23.000) li ridurrà a meno di 3.000 i tagli effettivi». Tutti dati che il ministro aveva già a suo tempo divulgato. Ma che in troppi si ostinano a ignorare.

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Natalia Poggi

03/09/2010

  • 20/09/2010 17:37 emanuele
    Sono stti messi a disposizione 10.000 immissioni in ruolo di docenti, ma, in realtà quanti ne sono stati assegnati? E se sono stati assegnati tutti come mai in puglia risultano assegnati nemmeno il 20% di quelli messi a disposizione?
  • 06/09/2010 17:52 Giuseppe
    Io capisco benissimo il problema attuale , e non , del lavoro , e mi scuso di aver espresso la mia opinione in modo frettoloso . Molti lavoratori di tutte le categorie si trovano in difficoltà perchè ora l'offerta di mano d'opera supera di gran lunga la domanda e anche chi a esperienza non viene assunto . Però sembra , da ciò che sento nei Tg o leggo sui giornali , che gli insegnanti precari debbano per forza essere assunti e tutti gli anni si sprecano fiumi di inchiostro sull'argomento . Ma ci sono migliaia di giovani e non , in molte altre categorie , che lavorano con contratti a tempo determinato e che non sanno se il mese , o in alcuni casi la settimana , dopo lavoreranno o nò e nessuno ne parla . Spero di aver chiarito meglio il mio pensiero .
  • 04/09/2010 12:39 Grazia
    Ma ci rendiamo conto una buona volta di quello che sta realmente succedendo in Italia? Vorrei rispondere in particolar modo a Giuseppe, innanzitutto stiamo parlando di persone che insegnano da una vita, persone che hanno una famiglia sulle spalle, per le quali non è facile trovare un altro posto di lavoro. Non stiamo parlando solo di neo laureati o neo abilitati che hanno come scopo della loro vita l'insegnamento, anche perchè non prendiamoci in giro, al giorno d'oggi il guadagno di un insegnante è veramente misero se lo paragoniamo ad altri, non credo sia il lavoro più ambito dei giovani. Stiamo parlando della scuola, luogo di formazione dei giovani del futuro, quale futuro potremmo avere se si privatizza tutto? Coloro che hanno le capacità rimarranno a casa perchè impossibilitati dalle condizioni economiche, altri invece meno capaci ma con condizioni economiche migliori formeranno il nostro futuro ma soprattutto quello dei nostri figli.
  • 03/09/2010 22:09 Manlio Tummolo
    Da ambedue le parti il problema è visto come fatto di propaganda. Nessun ha soluzioni. Comunque dire che ci sono 229.000 precari (un vero esercito) e sostenere che si sono creati "10.000 nuovi posti di lavoro" è un'assoluta contraddizione. I 10.000 sono vecchi e stravecchi, e ne mancherebbero altri 219.000. Questo perchè sono stati sempre e da tutti (dal 1975) vìolati i meccanismi di assunzione (regolarità di concorsi, anche a posti "zero") previsti dalle leggi trascorse e vigenti, e sanciti dalla Costituzione.
  • 03/09/2010 19:05 Daniele
    Il problema, caro Giuseppe, è che anche in altri settori non c'è lavoro. Tu parli di commesse... ok, ma secondo te quale bar o ristorante assumerebbe un ex-docente che non ha mai servito ai tavoli? Lo sai che dovunque vai o ti chiedono l'esperienza pregressa o pretendono che tu sia giovanissimo? Un docente precario quarantenne che ha fatto solo il docente non troverà mai un altro lavoro perchè nessun'azienda lo assumerebbe: troppo vecchio e ha fatto solo l'insegnante. Lo so perchè anch'io sono in questa situazione e non si trova niente... e nel 2011 la disoccupazione sarà spaventosa. Ora come ora la cosa migliore per un ex-precario è beccarsi il sussidio e fare lezioni private in nero, tanto nessun'azienda lo assumerebbe.
  • 03/09/2010 17:52 Giuseppe
    io sono dell'idea che gli insegnanti non moriranno se faranno un lavoro diverso dall'insegnare ,come tanti laureati in altri campi stanno già facendo .Mia nipote laureata con 92 in architettura ora fà la commessa ,perchè a bisogno di lavorare . se certe persone possono permettersi di campare senza lavorare che la smettano di piangere finte lacrime , almeno in rispetto degli altri lavoratori che non hanno un occupazione.
  • 03/09/2010 17:49 francesco
    oh Middle da dove scappi fuori. Chi credi di essere. Non ti vergogni.
  • 03/09/2010 17:08 Daniele
    Comunque so già cosa faranno i precari che saranno privati di una cattedra (se già non lo stanno facendo): a parte il sussidio di disoccupazione e l'eventuale progetto di formazione, resteranno in contatto con i loro ex-allievi che andavano male nelle loro materie e daranno loro ripetizioni in nero... e faranno benissimo: pur di sbarcare il lunario tutto è lecito!
  • 03/09/2010 14:30 ferruccio
    Mancavano solo i falsi profeti della CEI per completare il coro.
  • 03/09/2010 12:11 Carolus
    I precari sono il frutto di anni di centrosinistra che ha scaricato sullo Stato, cioè sui cittadini i costi di politiche populistiche e pseudo-sociali. Il denaro non cresce sugli alberi e si può spendere quello che è stato prodotto. Purtroppo la sinistra , fallita in tutto il mondo, ha illuso milioni di persone che adesso se la prendono con chi deve fare i conti.
  • 03/09/2010 12:10 Luca
    Ho sempre pensato che insegnare fosse quanto di più alto ci potesse essere (formare una nuova generazione, a qualcuno viene in mente qualcosa di più importante?).Ora è stato tutto umiliato. Insegnanti e alunni. Solo la buona volonta di questi due gruppi, quando si incontra, riesce a fare formazione. Io tremo al fatto che il medico di domani, il dirigente, l'operaio, il giudice, il professionista e anche i futuri politici siano formati da una scuola appiattita e umiliata. Io genitore sono preoccupato del mio futuro e ancora di più di quello dei miei figli... e a pensarci bene il futuro dei miei figli non è nelle mie mani ma nelle mani dei suoi insegnanti che possono dargli gli strumenti. Forse è meglio che protesto anch'io insieme agli insegnanti per una scuola che torni a formare la nuova classe dirigente anzichè preoccuarsi di come campare...
  • 03/09/2010 11:54 Giulio
    Non facciamo i finti tonti o quelli di parte che, come sempre in Italia, cercano prima di infangare gli avversari e poi FORSE di fare qualcosa di utile per il Paese. E' evidente che la Gelmini non si riferisce solo ai governi predcedenti degli ultimi anni. Si deve andare ben piu' indietro, per scovare le radici dei problemi attuali. Arretriamo di 40 anni... Dimentichiamo le ere politiche segnate da DC, PSI e soci? Quelle in cui si spartivano le fette di torta prima di averla fatta, senza sapere quanto fosse grande. Quando qualcuno voleva farci credere che fossero sempre e comunque vacche grasse. Quando tanto poi ci pensava lo stato a ripianare i debiti. Il casino attuale non si fa in 3 giorni!! Finche' avremo politici che prima di lavorare per noi, pensano alle loro tasche e a coprire di cacca gli avversari, non risolveremo nulla. Povera Italia!
  • 03/09/2010 11:44 Middle
    La Gelmini amministra la scuola italiana in maniera delinquenziale. Lo scempio delle istituzioni e del Paese intero che questa gente sta facendo prima o poi finirà, e finirà molto male per loro, come nel corso della storia sono sempre finite le fasi ignobilmente dispotiche, basate sull'incompetenza e l'ignoranza più bieca di chi si trovava ad amministrare la vita di cittadini che sono prima di tutto esseri umani. Questa gentaglia dovrebbe esssere scacciata dall'Italia. Non è che non hanno diritto a governare. NON HANNO DIRITTO A VIVERE IN QUESTO MERAVIGLIOSO PAESE.
  • 03/09/2010 11:41 stef
    Gli insegnanti costano troppo? allora che comincino a tagliare sui loro stipendi e privilegi, che la smettano di comprare per miliardi di euro aerei-caccia (l'Italia non ripudia la guerra, come da nostra Costituzione?). L'istruzione e la ricerca sono basilari per il nostro futuro, ma a questa gente cosa importa? Sono schifata!!!
  • 03/09/2010 11:24 antonello
    la cosa scandalosa sono i 1300€ di disoccupazione Calabria!!! ho lavorato più di 25 annipagando i contributi più la volontaria e percepisco 500€ di pensione!! gli altri li usano per pagare i disoccupati
  • 03/09/2010 11:08 Domenico
    La Gelmini può dire quello che vuole, io so solo che l'anno scorso ho avuto una supplenza annuale e che quest'anno non l'ho avuta perché i posti disponibili erano letteralmente dimezzati. Quindi non sono uno che protesta in modo preventivo, e con me molti altri.
  • 03/09/2010 10:52 Girolamo
    Mi sono soffermato sul titolo, e la carissima Gelmini vuol per caso dire: "non avete speranze per cui protestare? non c'è niente per nessuno?" mah! Certo è che la scuola non naviga in buone acque da anni, e non si fa nulla per migliorare .... anzi, si rema contro!
  • 03/09/2010 10:38 totoindi
    La Gelmini,se la prende con il debito pubblico ereditato dai governi precedenti.....cioè con chi ha governato negli ultimi 15 anni,quindi con i governi Berlusconi (11 contro 4). Dietro a questi tagli c'è umanità,e prepariamoco a gente incazzata sul serio,perchè no ha più sopravivenza
  • 03/09/2010 10:31 Daniele
    Ditela tutta la verità: sapete perchè molti precari rifiutano le proposte fatte dalle Regioni per il loro ricollocamento in progetti scolastici? Perchè per quei progetti prenderebbero uno stipendio minore di quanto prenderebbero con il sussidio di disoccupazione. Ho confrontato le cifre per la Regione Calabria: tra i 300 € e i 1000 € per il progetto formativo della Regione, 1300 € per la disoccupazione. A queste condizioni meglio il sussidio... fanno benissimo a rifiutare le proposte della Regione!
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