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01/09/2010, 20:17
Vertice a palazzo Grazioli con Bossi, Tremonti e i "mediatori" coi finiani Cota e Calderoli. "Le sparate dei vari Bocchino e Granata non mi interessano", avrebbe detto il premier. "Quello che importa è il discorso di Mirabello".
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Basta con i "falchi" e i "falchetti", le sparate dei vari Bocchino e Granata non mi interessano: quello che conta è ciò che dirà Gianfranco Fini a Mirabello. Tutto il resto non ha la minima importanza. È questo il ragionamento che il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da autorevoli fonti del centrodestra, ha ripetuto in queste ore a proposito dei rapporti con i finiani. Chi lo ha incontrato parla di un Cavaliere "stanco" di dare retta alle dichiarazioni di chi, a suo dire, vuole soltanto gettare benzina sul fuoco. L'unica cosa che conta, ha ripetuto il premier a diversi interlocutori che gli hanno parlato fra ieri e oggi, è l'intervento che il presidente della Camera farà a Mirabello. "Il presidente Berlusconi - riassume un dirigente del Pdl che ha avuto modo di parlargli - è concentrato sull'azione di governo e sulla realizzazione dei cinque punti programmatici elaborati a fine estate". Le polemiche, aggiunge la stessa fonte, "non lo interessano minimamente".
BOSSI: COL CAV TUTTO A POSTO - Dello stesso avviso anche il leader della Lega Nord Umberto Bossi. Uscendo da palazzo Grazioli dopo un lungo incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Senatur risponde alle domande dei giornalisti. A chi gli chiede se sarà possibile la pace tra Berlusconi e Fini, Bossi risponde: "Aspettiamo di sentire cosa dice domenica". Alla domanda se con Berlusconi è tutto a posto risponde "sì, è tutto a posto". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto nella sua residenza romana il leader della Lega Nord Umberto Bossi, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e il presidente della Regione Piemonte Roberto Cotae il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Nei giorni scorsi Bossi aveva "designato" proprio Calderoli e Cota come intermediari tra il Pdl e i parlamentari finiani di Futuro e Libertà. Oggi, inoltre, il premier ha incontrato il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il senatore finiano Mario Baldassarri. Proprio la manovra economica dei finiani messa a punto da Baldassarri nel novembre scorso come emendamento alla Finanziaria, riproposta in estate e accolta infine dal Governo come ordine del giorno, è stata al centro dell'incontro con il premier Silvio Berlusconi. Taglio della spesa corrente improduttiva, credito d'imposta per le imprese, misure per lo sviluppo e per la ricerca, dunque al centro della riunione. Spiega il presidente della commissione Finanze del Senato, interpellato telefonicamente: "Bisogna provare a riempire di contenuti i 5 punti programmatici di cui parla Berlusconi. Dal punto di vista economico, non si può dire che il federalismo fiscale risolve tutti i problemi, nè che sia sufficiente il rigore finanziario: è fondamentale, ma ha bisogno di un'altra gamba quello dello sviluppo". Anche se, riferisce il senatore finiano, "con Berlusconi non abbiamo parlato della nomina del nuovo ministro".
BALDASSARRI ELEZIONI ESCLUSE - Del resto, osserva Baldassarri, "oggi il presidente Napolitano ha dato voce alle esigenze degli italiani: dobbiamo concentrarci sull'economia, e noi finiani già in tempi non sospetti abbiamo presentato le nostre proposte". E ora che Berlusconi ha indicato i 5 punti su cui ripartire, "bisogna riempirli di contenuti, partendo da quanto è già stato accolto dal Parlamento come ordine del giorno e che ora va attuato". E' questa per Baldassarri "l'unica via d'uscita per il Paese, non per il Pdl o il governo: andare a votare con 200 miliardi di titoli di Stato in scadenza a novembre, che poi a marzo diventeranno 300 miliardi, sarebbe irresponsabile. Occorre senso istituzionale, anzi: amor patrio". Argomentazioni su cui il premier avrebbe concordato: "Già al vertice sul Lago Maggiore - conclude Baldassarri - Berlusconi ha escluso le elezioni".
01/09/2010