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29/08/2010, 05:30

Cav, calcio e politica
Piano Ibra per vincere

Berlusconi riscende in campo e comincia dal Milan. L'acquisto dell'asso svedese è un segnale: Silvio vuole ancora vincere. Anche in politica.

SIlvio Berlusconi e Zlatan Ibrahimovic Il segno più tangibile che Berlusconi è di nuovo "sul pezzo" viene, come sempre quando si tratta del Cav, dal calcio: il Milan ha comprato Zlatan Ibrahimovic dal Barcellona e potete star sicuri che questo "colpo" significa molto non solo per il mercato calcistico ma anche per quello politico. Nella storia del Cavaliere resta emblematica una data: 18 maggio 1994. Quel giorno il Milan guidato da Fabio Capello vince ad Atene la Coppa dei Campioni battendo per quattro a zero il Barcellona allenato da Johan Cruiff.


Nella stessa giornata Berlusconi, uscito vincente dalle elezioni del 27/28 marzo, presenta il suo governo al Senato e ottiene la fiducia. Ricordo come fosse oggi le facce e le dichiarazioni dell'opposizione di fronte a quell'incrocio di eventi: una Waterloo per il centrosinistra, l'apoteosi per il Cavaliere. Sedici anni dopo, Berlusconi torna a investire in maniera massiccia sul suo giocattolo calcistico e se lo fa vuol dire che intende ribadire la sua vocazione di mangiatrofei nello sport e nella politica. Le due cose infatti nella figura del Cav sono inseparabili. Quando acquistò Ronaldinho e fece vestire la maglia rossonera a David Beckham aveva sempre in mente questo schema, ma lo fece in maniera disordinata.


Andò a caccia prima di un fantasista (il brasiliano), poi di uno in grado di dare geometria alla squadra (l'inglese), ma in entrambi i casi mancava il disegno complessivo, segno che Berlusconi era distratto e forse appagato da un ciclo di governo lungo e quasi sempre senza degni avversari sul campo della politica. Quando invece Berlusconi si dedica al Milan facendo balenare il suo guizzo, mettendo sul piatto parecchi soldi e soprattutto una determinazione che non si vedeva da molto tempo, questo significa che è entrato in una fase in cui la strategia ha la predominanza su tutte le altre sfaccettature del suo funambolico carattere. In questo il presidente del Consiglio rappresenta un unicum. Moltissimi tycoon si sono cimentati nel calcio per poi provare a fare politica, ma a nessuno è mai riuscito il colpaccio del Cav. Vedo già accigliarsi i soloni di turno, i professoroni, quelli che si sentono incaricati di "dare la linea" al Paese e nel darla dimenticano quasi sempre i fatti. Soprattutto quando parlano e scrivono di Berlusconi.

 
La tesi riduzionista vuole che Silvio abbia acquistato Ibrahimovic perché sente l'odore delle urne e dunque ha bisogno di un Milan pirotecnico per riaffermare la propria immagine di uomo vincente. Vero solo in parte, troppo poco per spiegare la prossima stagione del Cav. Il "piano Ibra" esiste, ma è più articolato e meno banale di quanto non lo si voglia far apparire. Berlusconi sta semplicemente lavorando ad allungare la sua avventura, anzi, sarebbe meglio dire che sta preparando il terreno alla successione di se stesso a se stesso. Mentre Bersani ripete come un disco rotto che "il governo non dura", nel mondo berlusconiano stanno accadendo cose che la sinistra fatica a metabolizzare, comprendere, elaborare e far proprie. Il rilancio del Milan, il doppio binario della trattativa aperta con i finiani e nello stesso tempo guardare anche l'opzione del voto anticipato, la riorganizzazione del partito su base territoriale in chiave movimentista, l'acquisto da parte di Mediaset di 36,5 milioni di euro del debito senior della controllata Endemol (segno di totale fiducia nel business dei contenuti televisivi), le acquisizioni in Spagna nel settore della tv in chiaro e in digitale, sono segni della vitalità della galassia berlusconiana.


Chi pronostica il declino e il tramonto del Cavaliere non fa i conti con questo scenario e continua a non voler vedere che l'alternativa per ora non c'è. L'unico vero ordigno che ticchetta nelle stanze di Palazzo Chigi era e resta quello giudiziario. Un Cavaliere privato dello scudo da parte della Corte Costituzionale dovrà affrontare il giudizio sul caso Mills. Una condanna sarebbe una complicazione difficile da arginare senza aprire una crisi. Nessuno può permettersela, per questo Berlusconi può avere l'appoggio dei finiani sulle riforme della giustizia, il processo breve in particolare, a patto che trovi un modus vivendi con il presidente della Camera. I due si detestano, Fini è fiaccato dal caso/casa di Montecarlo, ma le urne non sembrano la soluzione auspicabile, soprattutto con uno scenario economico incerto, ribadito dal rallentamento dell'economia americana nel secondo quadrimestre dell'anno. Vedremo cosa succederà, non abbiamo la sfera di cristallo. Prende il via il campionato di calcio, narrazione sublime del potere italiano, fenomeno pop, passione collettiva. E Berlusconi si presenta con un guizzo sorprendente: è il fischio d'inizio per il "piano Ibra".

 

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Mario Sechi

29/08/2010

  • 03/09/2010 15:05 Angelo
    Ma non avete ancora capito che il Milan ha preso Ibra, grazie all'entrata in Mediaset di Gheddafi. Altrimenti Marina Berlusconi avrebbe bloccato tutto. E poi è gia dal 2009 che si parla di un Milan tutto islamico!!!!!! Addio derby della Madunina ora si chiamerà derby di Allah!!!!
  • 30/08/2010 09:18 Franco
    Egregio Direttore, è da un po' di tempo che sistematicamente seguo le vicende politiche cercando di informarmi a 360 gradi (tanto per capirci: da "il Fatto Quotidiano" a "Il Tempo")e se c'é una dote che debbo riconoscerLe, indipendentemente dalla condivisione o meno dei contenuti, è sicuramente la trasparenza. Anche in questo articolo Lei non fa alcun mistero di condividere quello che personalmente ritengo un approccio quantomeno bizzarro: mischiare il calcio con la politica seria (ma si sa, il calcio in Italia fa vibrare le corde del cuore). Se a questo ci aggiungiamo le dichiarazioni di Gheddafi di ieri secondo me c'è molto poco da stare tranquilli: il futuro dell'Italia sembrerebbe essere molto legato ai gol di Ibrahimovic e alla nostra conversione all'islam. Bah!
  • 30/08/2010 08:39 Marco
    Se per rivitalizza re il sig.Berlusconi bisogna abbinare il calcio alla politica,e' la dimostrazione della decadenza di questo Paese.All'Epoca della Prima Repubblica neppure l'Avvocato Agnelli per Etica Morale avrebbe speso tanto per un giocatore.Ma ,sig.Sechi,era la Prima Repubblica.
  • 29/08/2010 16:53 Marco
    L'Avvocato Agnelli non avrebbe mai speso in tempo di crisi,con le fabbriche che chiudono,o che sono in cassa integrazione la cifra pagata dal sig.Berlusconi per riverdire la sua immagine.Ma sig,Sechi,nel secolo scorso c'era ancora dell'Etica Morale.Oggi non piu'.Un consiglio,ogni tanti faccia degli editoriali su i suoi concittadini che stanno lottando per il posto di lavoro.
  • 29/08/2010 10:40 Angelo Mandara
    2) IBRA : OPERAZIONE "MANI DI FATA" !!! Certo l'ingaggio rimane sempre di prima eccellenza...ma col continuo rischio...se dopo Mou e Guardiola riesca a finire l'anno con Allegri...chi vivrà vedrà. E' certo che il "colpaccio" Ibra, al Milan, creerebbe il possibile miglior attacco d'Europa e questo farebbe pensare al trio GRENOLI. Di colpo lo sforzo di mercato bianconero (dieci acquisti)...al confronto, si va ad infrangere sullo scoglio Ibra...ridimensionandone la portata. Finalmente lo stesso San Siro dovrebbe tornare a rivitalizzarsi. Saluti. Angelo Mandara
  • 29/08/2010 10:34 Angelo Mandara
    IBRA : OPERAZIONE "MANI DI FATA" !!! Dopo aver seguito sulle varie TV i dettagli della miracolosa ed incredula operazione di rientro dell'ex (metteteci la squadra che volete) Ibra...a 24 ml. pagabili in tre anni come prestito gratuito (quasi un regalo)...mi sono subito chiesto che quel tanto discusso ex presidente del Milan, col mercato ci deve proprio essere "tagliato"...volendoci aggiungere anche quella favolosa vendita di Kakà (un anno fa) per circa 65 ml. Dopo le condizioni poste al Barcellona (...ma con quale minus-valenza se ne esce ?), la valutazione dello svedese (?) Ibra rivoluzionerà tutti i parametri esistenti...polverizzando quella di tanti altri degni giocatori. I 24 ml. mi ricordano tanto la spesa che dovette fare l'Inter per comprarlo dalla Juve. Certo l'ingaggio rimane sempre di prima eccellenza...ma col continuo rischio...se dopo Mou e Guardiola riesca a finire l'anno con Allegri...chi vivrà vedrà. Saluti. Angelo Mandara
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