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25/08/2010, 12:30
Il ministro dell'Interno, mentre si cerca di allargare la maggioranza di governo ai centristi, ribadisce: "Se non è possibile una ricomposizione si va alle urne".
SUMMIT A Villa Campari l'incontro tra Bossi e il premier. Con il rebus Udc
"Credo ci sia un'operazione per fare fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci". A margine del meeting di Rimini il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, risponde alle domande dei giornalisti sull'evoluzione della maggioranza di governo proprio nel giorno del vertice Bossi e Berlusconi. Il ministro ha aggiunto di non sapere "se sia possibile una ricomposizione", ma in ogni caso "la Lega ha espresso una posizione chiara: se non c'è una maggioranza certificata si va alle urne". Proprio dal vertice di Villa Campari il numero uno del Viminale si aspetta "che si prenda una decisione chiara. Una strategia, che significa sapere cosa fare nel caso che accada una certa cosa e cosa fare se ne succede un'altra, per evitare di trovarci impreparati qualunque sia quello che succederà". Ma su un possibile ingresso dell'Udc nella compagine di governo, Maroni liquida la questione con poche parole: "Bossi ha parlato chiaro....".
ROM, RISPETTIAMO LE DECISIONI UE - Le critiche provenienti dagli ambienti cattolici che hanno seguito le dichiarazioni sugli immigrati rom, invece, lasciano Maroni indifferente. "Sono abituato, non mi fan nè caldo nè freddo - dice ai cronisti - Ho avuto critiche ben peggiori da Famiglia Cristiana un anno e mezzo fa mi hanno definito Hitler e sono stato costretto a sporgere querela perchè, francamente, non era una critica ma una serie di insulti". "Vogliamo applicare con rigore questa direttiva che è europea", assicurarlo il ministro in particolare in relazione alla necessità espressa dal presidente romeno circa la opportunità di un piano di integrazione europeo. "sono assolutamente d'accordo", chiarisce il titolare del dicastero dell'Interno. "Noi abbiamo preso una serie di iniziative nei due anni passati sui campi rom abusivi, regolarizzando situazioni che erano di vergogna per un paese civile. C'è una direttiva europea che riguarda le condizioni per cui i cittadini europei possono stabilirsi negli Stati membri. È la direttiva 38 del 2004. Vogliamo applicare con rigore questa direttiva che è europea. Il governo si è mosso e si muoverà sempre nell'ambito delle norme europee", assicura infine Maroni, facendo presente che "chi dice il contrario è in malafede oppure non sa di cosa parla".
25/08/2010