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24/07/2010, 05:30

Napolitano: "P3 che squallore
ma il Paese ha gli anticorpi"

Il capo dello Stato incontra la stampa alla cerimonia del Ventaglio. Fiducia: "Avanti senza catastrofismi, stiamo risalendo la china".

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Scandalo P3, crisi economica, intercettazioni, riforme. Il presidente della Repubblica incontra al Quirinale la stampa parlamentare per la tradizionale cerimonia del Ventaglio e nel suo intervento i temi dell'agenda politica ci sono tutti. Napolitano è preoccupato. Ma, come spesso accade, nelle sue parole la fiducia nel futuro del Paese non manca mai. Sulle inchieste in corso, la posizione del capo dello Stato è chiarissima: «Ci indigna e ci allarma l'emergere di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti, anche ad opera di squallide consorterie, ma la nostra democrazia dispone di anticorpi: la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi». Il presidente della Repubblica avverte giornalisti, classe politica e società civile: «Si deve intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato, ma senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni». Sulla P3 «lo squallore è certo» sentenzia, ma è importante andare «fino in fondo per accertare fatti e responsabilità».

 
Guardando al futuro del Paese, l'auspicio del capo dello Stato è che i rapporti tra governo e Parlamento si «dispieghino in modo da consentire il più attento vaglio delle soluzioni legislative da adottare, specie quando si tratti di problemi particolarmente complessi». Il messaggio è chiaro: il dibattito parlamentare non è mai «uno spreco». Guai - avverte - a lasciarsi andare a «semplificazioni eccessive e sommarie polemiche». Il governo poi, secondo Napolitano, «non può sottrarsi», all'adempimento di «decisioni dovute» come la nomina del presidente della Consob e del ministro dello Sviluppo economico, posto strategico e vacante dalle dimissioni - oltre due mesi e mezzo fa - di Claudio Scajola. Sulla condizione economica «nessun catastrofismo per quel che riguarda l'Italia, ma consapevole realismo nel valutare le attuali tendenze, nei loro aspetti positivi e nei loro limiti, le questioni di fondo e le incognite che restano».

 
Il Paese sta risalendo la china dopo la «brutta caduta» della crisi, ma - avverte Napolitano - resta insoluto il problema della disoccupazione, soprattutto giovanile. Poi alcune precisazioni: nessuna interferenza da parte della presidenza della Repubblica nella «vicenda della controversa legge» sulle intercettazioni e «nessun interesse» su eventuali governi di larghe intese, tecnici o di transizione che - stando ai giornali - potrebbero nascere con la «benedezione» del Colle. La conclusione è rivolta a chi determina l'agenda politica e a chi la racconta: «Se è troppo chiedere serenità, mi sia consentito fare appello al senso dell'equilibrio nei giudizi e nelle previsioni».

 

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Nadia Pietrafitta

24/07/2010

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