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10/07/2010, 12:50

Berlusconi: la libertà di stampa
non è un diritto assoluto

Dopo il giorno del silenzio e lo sciopero dei giornalisti il presidente del Consiglio attacca: "Mettono il bavaglio alla libertà, disinformano, non solo distorcono la realtà ma calpestano il diritto dei cittadini alla privacy".

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Il governo "ha fatto molte cose positive per fare uscire l'Italia dalla crisi economica senza lasciare indietro nessuno e con i conti pubblici in regola che era la premessa indispensabile per avere una ripresa vera, solida e duratura". Ha detto in un messaggio ai Promotori della Libertà il presidente del Consiglio.


LIBERTA' DI STAMPA - E' necessario "togliere il bavaglio alla verità", un bavaglio "imposto dalla stampa schierata con la sinistra" che "è pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma e non solo distorce la realtà ma calpesta in modo sistematico il sacro santo diritto dei cittadini alla privacy, per esempio all'uso sereno del telefono". E' il compito che Silvio Berlusconi ha poi affidato ai Promotori della libertà. Il premier ha poi attaccato la stampa sostenendo che "il diritto alla privacy è meritevole di tutela" ma "la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha scleto di ignorare questo principio". Secondo il Cavaliere i media fanno "disinformazione", "calpestano il diritto alla privacy " e lo fanno invocando per loro la libertà di stampa come se si trattasse di un diritto assoluto che prescinde dagli altri ma noi sappiamo che in democrazia non esiste un diritto assoluto perchè ogni diritto incontro il limite di un altro".
 

SULLA MANOVRA - Il premier ribadisce "l'assoluta necessità della manovra economica" che il governo sta "portando avanti". Il provvedimento, sottolinea il presidente del Consiglio in un messaggio audio diffuso da Palazzo Chigi, "è in linea con quanto ci ha chiesto l'Unione europea, che ci ha chiesto di ridurre la spesa pubblica, che ormai da anni supera il nostro prodotto nazionale".

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10/07/2010

  • 19/07/2010 15:06 giancarlo
    Quando le inchieste finiscono in una bolla di sapone non è perchè non siano valide (non è facile nè conveniente inventarsi inchieste di rilevanza penale), ma perchè con i soldi, la burocrazia e le mille leggi inutili è facile uscirne (pagando e corrompendo ovviamente). Svegliatevi!!!
  • 10/07/2010 14:34 italiano
    istituiamo subito commissioni di vigilanza su tutta la stampa (e non solo sulla rai) al fine diverificare se le notizie, dai vari organi siano state date in modo corretto e non strumentale,e che,soprattutto,quando un "caso" si sgonfia,sia dato con lo stesso spazio e titoli di come è stato presentato quando esso è scoppiato in modo fragoroso.chi fa informazione deve in primis essere onesto con sè stesso e coi suoi lettori,che non meritano di essere infinocchiati ad arte
  • 10/07/2010 14:25 basta-casta
    da un polverone ad un altro,questa è la verità,a chi importa poi come va a finire (in una bolla di sapone il più delle volte).e quando finisce in una bolla di sapone,ecco già pronto un nuovo polverone,che fa vendere giornali e settimanali (faccio anche delle rime,ci si potrebbe scrivere una canzone...)
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