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06/07/2010, 18:00

Manovra, nessuna modifica ai tagli
Gli enti locali: il premier ci riceva

Testo al Senato giovedì. Ok alla flessibilità per le amministrazioni virtuose. Le Regioni: Berlusconi ascolti le nostre richieste. INCONTRO "Un rifiuto sarebbe gravissimo" Polverini: a rischio i rapporti con Palazzo Chigi.

Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini Nessuna modifica in vista sui tagli per Regioni, Province e Comuni contenuti nella manovra economica del governo. Lo ha annunciato il relatore, Antonio Azzollini (Pdl), al termine di un incontro con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per fare il punto sulle modifiche in arrivo al decreto. Sul patto di stabilità, ha detto il relatore, "non cambia niente". La commissione Bilancio del Senato ha poi dato il via libera all'emendamento del relatore che lascia invariati i tagli ma introduce una flessibilità nella ripartizione per le Regioni virtuose. "Non modifica i saldi ma dà linee di indirizzo per la ripartizione dei tagli per gli enti virtuosi", ha detto Azzolini. L'emendamento prevede che i tagli di 8,5 miliardi per le Regioni in due anni restano invariati, ma saranno premiate quelle che rispettano il patto di stabilità interno, che hanno spese per il personale più basse in rapporto alla spesa corrente, che frenano la spesa sanitaria e contrastano le false invalidità. Criteri e modalità dei tagli saranno decisi nella Conferenza Stato-regioni entro 90 giorni dalla conversione in legge della manovra. Anche sindaci (tagli per 3,7 miliardi) e Province (800 milioni) decideranno in Stato-Città.
 

NUOVO INCONTRO - Il provvedimento approderà giovedì al Senato, e alla notizia che non ci saranno modifiche sui tagli agli enti locali le Regioni tornano a chiedere di incontrare il premier, Silvio Berlusconi. Per giovedì è prevista una riunione alla presenza del ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, e del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ma per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani "non è l'incontro che avevamo chiesto". In sostanza Errani sostiene che l'incontro è quello ordinario, già convocato.
"Altra cosa è la richiesta di un incontro col presidente del Consiglio. Con cui aprire un dialogo sulla manovra. Non per chiuderlo", ha detto ."Valuteremo domani nella Conferenza delle Regioni cosa fare rispetto a tale convocazione". "Resta tutto il problema istituzionale dell'incontro con il Presidente del Consiglio - dice ancora Errani - è quella la sede per un confronto utile tra i diversi livelli istituzionali della Repubblica". Già prima delle dichiarazioni di Azzolini c'era stata la dura la presa di posizione degli enti locali al no del governo all'incontro richiesto unitariamente la scorsa settimana. I rappresentati da Sergio Chiamparino (Anci), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Giuseppe Castiglione (Upi) e Enrico Borghi (Uncem) avevano definito il diniego "gravissimo ed inaccettabile". Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, riferendosi al summit che ancora aspetta di essere fissato, ha affermato che "in un momento in cui Regioni, Province e Comuni chiedono un incontro sul piano istituzionale, che sembra non arrivare, si crea un problema in termini di rapporti". "Domani ci sarà una conferenza straordinaria delle Regioni alla quale parteciperemo tutti -sottolinea - Anche se non ci sono spazi nell'ambito dei saldi come ci è parso di capire, ma ci sono degli aggiustamenti, credo sia giusto e rispettoso che questo ci venga illustrato in un incontro. Spero ci sia ancora uno spazio entro il quale questo incontro arrivi", conclude.
 

FIDUCIA? TRATTANO GLI ITALIANI DA STUPIDI - Il governo, intanto, è pronto a porre il voto di fiducia alla legge. La "blindatura" del testo ha provocato la reazione indignata dell'oppesizione. "La maggioranza è nel panico in commissione Bilancio -  ha detto la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro -  Il rappresentante del governo non riesce ad esprimersi su alcuna proposta di modifica. La fiducia verrà posta perchè la manovra non convince interi pezzi della maggioranza". Al termine della Conferenza dei capigruppo la Finocchiaro rende noto che sulla possibilità do sottoporre il testo al voto di fiducia "oggi il governo ha taciuto. Tratta gli italiani da stupidi.

 

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06/07/2010

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