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05/07/2010, 05:30
Manovra, governatori in pressing sull'esecutivo. Atteso in settimana l'incontro tra gli enti locali e Berlusconi per fare il punto sui tagli. Errani: basta offese, bisogna aprire un tavolo. CHIARIMENTO Oggi Tremonti dal Cav
Al rush decisivo per il via libera della manovra economica in commissione Bilancio del Senato, si intensifica il pressing delle Regioni sul ministro Tremonti. È atteso per oggi, o al più tardi martedì mattina, il via libera il che significa che per le modifiche potrebbe essere l'ultimo appello. I tagli sono difficili da far digerire ai Governatori anche a quelli più «virtuosi». La politica del rigore che Tremonti sta cercando di portare avanti, rischia di alienare i consensi delle Regioni del Nord a maggioranza leghista ma soprattutto di quelle del Sud, chiamate in causa dal ministro per «la cialtronaggine» con cui non riescono a spendere i fondi europei. E il Mezzogiorno rappresenta un serbatoio di voti indispensabile per il Pdl. Tremonti quindi si trova stretto in una morsa: salvare i saldi della manovra evitando di scaricare il peso sul reddito fisso ma anche non rompere con le Regioni. La coperta è corta.
Berlusconi ha detto chiaro e tondo che la prossima settimana intende occuparsi direttamente anche della manovra sicchè potrebbe svolgersi tra oggi o al massimo mercoledì l'atteso incontro con i Governatori e questo faciliterebbe il compito alla Conferenza delle Regioni, che avrebbe tutto il tempo di approfondire eventuali controproposte nella riunione già indetta per giovedì 8 luglio. Ieri il presidente della Conferenza, Vasco Errani ha preso di petto Tremonti: «Il ministro dell'Economia deve cambiare il modo di rivolgersi agli enti locali, le regioni vanno rispettate. L'amministrazione centrale taglia l'1,2%, le regioni il 14%». Poi rinnova la minaccia di restituire le competenze allo Stato: «Per svolgere le funzioni a noi attribuite servono 4,9 miliardi. Se nel 2011 ci tagliano 4 miliardi, non siamo più in grado di esercitarle». Errani poi ripete che «la manovra rischia di tagliare le gambe al federalismo; è squilibrata perchè pesa per l'80% su regioni e enti locali e finirà per ricadere sui servizi pubblici essenziali per i cittadini».
La manovra, con il pacchetto degli emendamenti del relatore Antonio Azzollini, tranne la parte che riguarda i 40 anni di contributi e le tredicesime, arriverà in settimana in Aula dove si prospetta un iter blindato. Il decreto, che non è ancora stato esaminato dalla Camera, dovrà essere convertito entro la fine del mese. Molti sono gli emendamenti accantonati di maggioranza e opposizione che potrebbero essere votati uno ad uno (ma i tempi sono stretti) oppure essere bocciati tecnicamente e rinviati all'esame dell'Aula. I temi caldi sui quali la commissione Bialncio è chiamata a esprimersi, oltre ai tagli per Regioni, Province e Comuni, sono: la soglia per le invalidità (innalzamento all'85% escluse le patologie più gravi); l'adeguamento dell'età pensionabile alla speranza di vita dal 2015; l'innalzamento dell'età di pensione delle donne nella pubblica amministrazione a 65 anni; la mini-naia per i giovani; la destinazione dei risparmi previsti per la scuola.
Laura Della Pasqua
05/07/2010