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30/06/2010, 19:24

Federalismo, approvata
la relazione di Tremonti

Via libera del cdm, Il testo sarà ora trasmesso al Parlamento. Bossi: "Ora verso la riforma municipale". Il titolare del Tesoro: è lui il ministro del Federalismo.

Giulio Tremonti e Umberto Bossi Il consiglio dei ministri ha approvato la relazione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sul federalismo fiscale. Il testo ora sarà trasmesso al Parlamento. Il rapporto sul "quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di definizione dei rapporti finanziari tra Stato, regioni, province autonome, enti locali", sarà ora trasmesso al Parlamento in base alla legge 42 del 2009.
 

BOSSI: PASSO IMPORTANTE - "È stato compiuto un passo importante rispetto al federalismo", ha detto durante la conferenza stampa indetta al termine del Cdm il ministro Umberto Bossi. Il leader della Lega, affiancato da Roberto Calderoli e Giulio Tremonti, è il primo a prendere la parola e a rivendicare il "passo avanti" compiuto con la presentazione della relazione sui conti del federalismo. Un lavoro che serve anche, aggiunge Bossi, "a far conoscere finalmente la storia dei conti pubblici di questo Paese. Siamo il paese con il debito pubblico più alto ed è il momento per cambiare e il federalismo fiscale serve per cambiare dalla finanza derivata dove lo Stato incassa tutte le tasse agli enti locali". Bossi ha anche presieduto la riunione del Consiglio dei Ministri, vista l'assenza di Silvio Berlusconi e visto che il ministro più anziano, Altero Matteoli, ha dovuto lasciare palazzo Chigi in anticipo. Al cdm ha partecipato anche per il ministro Aldo Brancher, prim avolta dopo la sua "promozione" da sottosegretario alle Riforme a responsabile di dicastero senza portafoglio.
 

L'ALBERO STORTO - Quello della finanza pubblica "è diventato un albero storto", ha poi spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Per questo "non è il federalismo fiscale a costare ma, al contrario, costerebbe non farlo". "Un errore piuttosto diffuso consiste nell'assumere che il federalismo fiscale abbia un costo", si spiega nella relazione del Tesoro, "in realtà è l'opposto. Il costo ci sarebbe infatti conservando l'assetto attuale". Tremonti cita i "due passaggi fondamentali" che hanno prodotto "l'albero storto": "la quasi totale centralizzazione della finanza pubblica, fatta al principio degli anni '70 e il decentramento-federalismo introdotto tra il 1997 e il 2001". Per quanto riguarda le Regioni il ministro Tremonti ammette che "non siamo ancora pronti per dire cosa diamo di fiscalità propria", ma "a luglio lo sapremo". Proprio sulla responsabilità degli enti si era espresso prima Bossi: "chi spende non ha la responsabilità di trovare i soldi che in qualche caso butta via", per questo c'è molto debito pubblico. Sistema che ora cambierà, ha continuato Bossi, grazie al "federalismo municipale" che assegna ai Comuni le tasse sugli immobili, introducento il principio di responsabilità. Tremonti ha però sottolineato che "la prima casa resterà esente da ogni imposta". Il federalismo fiscale dunque "serve per cambiare dalla finanza derivata dove lo Stato incassa tutte le tasse e paga a piè di lista i livelli istituzionali che spendono - ha spiegato Bossi -  Manca la responsabilità. Ora si tratta di dare ai Comuni, per adesso perchè poi toccherà anche a Regioni e Province, un processo di finanza propria. Il primo passo è il federalismo demaniale - sintetizza il leader della Lega - il secondo è quello municipale".
 

LA RIFORMA UNISCE, NON DIVIDE - Il federalismo fiscale va fatto per evitare di dividere il Paese, ha affermato Tremonti. "Il rischio di divisione - sostiene la relazione approvata dal governo - non viene da chi lo vuole, ma all'opposto da chi non vuole fare il federalismo fiscale". La riforma "è in grado di unire", assicura il ministro per la Semplificazione nomativa Roberto Calderoli, ed è "l'unico strumento per uscire da questa crisi", ha insistito. Nel corso della riunione, ha spiegato, "c'è stato un applauso corale al minitro Bossi e al ministro Tremonti, cosa che non accade quando porta provvedimenti di altra natura". Tremonti poi, rispondendo alle domande dei cronisti, ha ribadito: "il ministro del Federalismo? È Bossi".

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30/06/2010

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