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10/03/2010, 05:30
I Radicali chiedono il rinvio delle elezioni. Il segretario del Pd rifiuta: "Andiamo a votare". I Democratici vanno in piazza ma non si sa contro che cosa.
«Rinviamo le elezioni e facciamo una campagna elettorale decente dopo tutto questo casino che è successo». Marco Pannella & Emma Bonino, la coppia a cui si è affidato il Partito Democratico per vincere nel Lazio, ieri hanno provato a giocare un altro scherzo a Pierluigi Bersani. Dopo la minaccia – ripetuta più volte – di ritirarsi dalla competizione, l'ultimo scossone al Pd è stata la richiesta (che in realtà aveva già fatto capolino nei giorni scorsi) di spostare di un mese le elezioni regionali non solo nel Lazio ma in tutta Italia. Proposta fatta dal palco del Teatro dei Comici, a Roma, dove il partito radicale si è riunito per dare la parola definitiva al tormentone, lanciato nei giorni scorsi da Emma Bonino «mi ritiro non mi ritiro».
Ma Pierluigi Bersani, che con l'esclusione della lista del Pdl da Roma e provincia vede a portata di mano una vittoria che neppure osava immaginare, a concedere uno spostamento del voto non ci pensa proprio. E alla platea dei radicali, prendendosi qualche fischio, ha spiegato il suo no: «Si parla dell'ipotesi di un rinvio e su questo, lo dico con chiarezza, mantengo un'obiezione e una riserva. Siamo in epoca di federalismo e non possiamo agganciare il problema di una o due regioni ai problemi delle altre 11 chiamate al voto. Il rinvio, poi, ci consegnerebbe in due nanosecondi uno spostamento delle elezioni regionali nel Lazio e io non sono d'accordo. Meglio andare davanti agli elettori, andiamoci tranquilli e, soprattutto, andiamoci per vincere».
Poco prima Marco Pannella aveva spiegato che Emma Bonino restava in corsa per la Regione: «Dico no all'Aventino anche perché non mi sembra che il ritiro sia tecnicamente possibile». E, approfittando dell'occasione, non aveva risparmiato parole durissime contro Dario Franceschini: «L'ottusità e la scemenza dei suoi mesi di gestione del Pd sono inenarrabili. Bersani è fatto di un'altra stoffa. Certo, nelle regionali del Lazio non stiamo facendo con lui un matrimonio indissolubile, ma Bersani ha avuto il coraggio di prendere un serio accordo politico ed elettorale per la candidatura di Bonino».
Chiuso il fronte dei radicali il segretario del Pd ieri ha anche provato a strappare a Antonio Di Pietro la promessa che la manifestazione di sabato a Roma sarà contro il decreto del governo e non contro il Capo dello Stato. Anche se a questo punto non si capisce a che cosa serva la protesta in piazza visto che il tanto contestato decreto del governo non è servito né per il Lazio né per la Lombardia. Ma al partito Democratico va bene così. Per non farsi scavalcare dall'Italia dei Valori e per soddisfare la voglia di piazza dei suoi sostenitori. Un clima che ha contagiato anche Enrico Letta, di solito molto pacato nelle sue dichiarazioni:« Linea dura. Lotta dura e senza paura... e se lo dico io, potete crederci».
Paolo Zappitelli
10/03/2010