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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

05/03/2010, 13:57
Per il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, se l'elettore non trova il suo simbolo viene privato della libertà: "Questo va contro la legge". Necessario un provvedimento "per prevenire l'annullamento delle elezioni".
Secondo il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, se si dovesse andare al voto senza la presenza delle liste del Pdl in Lombardia e nel Lazio si violerebbe il comma secondo dell'art. 48 della Costituzione, che tutela tra l'altro la "segretezza del voto e si aprirebbe la strada a un annullamento delle elezioni regionali".
"Non solo per violazione della Costituzione, ma anche per la violazione delle leggi, dei regolamenti e delle istruzioni del ministero degli Interni": Calderoli ha specificato che l'intento è tutelare soprattutto "l'elettorato attivo, ovvero gli elettori".
"Il voto è libero e segreto" - "Il 2ø comma dell'art. 48 della Costituzione - spiega Calderoli - recita che 'il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico'. Se si dovesse andare al voto delle prossime elezioni regionali con la situazione attuale, ovvero con l'assenza della lista Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma e, peggio ancora, con l'assenza della lista Formigoni e delle liste provinciali Pdl e Lega, in Lombardia, si violerebbe completamente il comma 2 sopracitato".
Se manca il simbolo non c'è libertà - "L'elettore - aggiunge il ministro - deve partecipare al voto perchè è un suo dovere civico e quindi non può astenersi dal farlo. Per assolvere a questo dovere, anche in assenza del simbolo per cui avrebbe votato, l'elettore dovrebbe recarsi al seggio e votare scheda bianca, venendo meno al principio della libertà di voto, ovvero non votando verrebbe meno la segretezza del voto perchè si autoclassificherebbe, implicitamente, tra i sostenitori di una lista non presente".
Salvaguardare gli elettori - "Nessuno vuole, come dice Bersani, 'cambiare le regole in corso' - spiega il coordinatore delle segreterie leghiste - o peggio ancora 'salvare le liste', ma è indubbio che, come sostiene anche il Presidente Napolitano, ci troviamo di fronte ad un pasticcio ed è altrettanto evidente che è altrettanto urgente risolverlo. Abbiamo il dovere di tutelare non tanto e non solo l'elettorato passivo, ovvero gli eletti, ma soprattutto l'elettorato attivo, ovvero i cittadini del Paese".
Serve un provvedimento o elezioni annullate - "Un atto che - conclude il ministro - nel rispetto del dettato costituzionale, garantisca a tutti l'esercizio del diritto-dovere del voto, si rende necessario al fine di prevenire anche il certo annullamento ex post delle elezioni regionali per evidenti violazioni delle leggi, dei regolamenti e delle istruzioni del ministero dell' interno con enorme sperperi dei denari dei cittadini e grave pregiudizio dei principi che reggono la democrazia".
05/03/2010