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01/03/2010, 10:54
Regionali nel Lazio, il presidente del XIX Municipio doveva depositare le firme per la lista del Pdl: "Ero andato a mangiare". Ma parla anche di una rissa.
Alfredo Milioni, presidente del XIX Municipio di Roma è l'uomo che per conto del Pdl si doveva occupare di depositare le firme per la presentazione della lista a sostegno di Renata Polverini per le regionali. In un'intervista al Corriere della sera Milioni cerca di difendersi dagli attacchi del suo partito furibondo per l'incidente che ha portato alla mancata presentazione di una lista Pdl nella Capitale e per il quale il centrodestra ha fatto appello al Capo dello Stato.
"Sono stato minacciato" - "Un disastro, una tragedia" ammette l'esponente del Pdl, ex socialista entrato in Fi, che ricorda di essersi presentato per depositare le firme in Tribunale con largo anticipo rispetto alla scadenza ma di essere poi uscito "per mangiare un panino". Poi però "non mi hanno fatto rientrare, hanno fatto i matti, si sono messi a urlare e mi hanno spinto" e poi "mi hanno minacciato, qui si configura pure un reato".
Un pesce piccolo - Quanto all'ira del premier, Milioni ne è consapevole e dice: "Lo so, i capi del partito me lo hanno detto, sono loro che parlano con lui. A parte che la fila avrebbe dovuto farla Giorgio Polesi, l'altro rappresentante del Pdl - si difende Milioni - io sono solo il piccolo presidente del XIX Municipio, qui a Roma. La politica è sempre stata la mia passione, cominciai come socialista e ho proseguito dentro Fi, certo, ma ero e resto un pesce piccolo, un pescetto che fa il suo lavoro onestamente".
Il litigio - Intervistato anche dalla Stampa, Milioni ricostruisce gli avvenimenti di sabato scorso aggiungendo particolari diversi e giura di non aver voluto "apportare modifiche" alla documentazione. Polesi è rimasto in fila, dice, mentre "io passeggiavo fuori. Quando sono entrato per prendere il posto di Polesi, lui si è chinato per darmi tutta la documentazione e abbiamo visto uno col telefonino che ci stava fotografando. Uno che si è definito radicale. Abbiamo iniziato a discutere e, litigando, ci siamo trovati fuori dalla linea Maginot. È stato creato ad arte un subbuglio per impedirci di presentare la lista. Io - ribadisce - non ho sbagliato niente".
01/03/2010