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09/02/2010, 05:20

Notizie - Politica

l'editoriale

E' il Tempo di dire due o tre cose...

Il nostro quotidiano non è del Palazzo ma è accanto ed ha il compito di osservarlo, criticarlo quando sbaglia, lodarlo quando fa bene. Ma soprattutto rispettare e avere a cuore i lettori che sono il vero patrimonio di ogni testata.

Prima di cominciare questa mia avventura a Il Tempo ho ripreso in mano un libro di Giampaolo Pansa, «Carte False». Lo acquistai nel 1987, poco prima della maturità. Ero un ragazzino che sognava di fare il giornalista e quelle pagine contribuirono in maniera decisiva a indicarmi la strada futura, il mio lavoro. Allora non potevo immaginare di diventare collega di un mostro sacro come Pansa, né poteva passarmi per l’anticamera del cervello l’idea di dirigere un giornale. Ventitrè anni dopo eccomi qua a scrivere il mio primo editoriale per un giornale carico di storia come Il Tempo.

Guidare un quotidiano... per fare cosa? Credo che la risposta più sincera sia quella più semplice, già chiara in quelle pagine ingiallite ma sempre vive: fare buon giornalismo, «serio, onesto, coraggioso, rispettoso dei lettori». È questo il mio programma di lavoro da direttore de Il Tempo, non altro. Questa testata è nel cuore di Roma (in tutti i sensi) e in quello dei suoi lettori fedeli. Ora puntiamo a conquistare la fiducia e l’affetto dei nuovi che verranno. I fatti da raccontare non mancano. Roma è l’unica vera metropoli italiana, centro di tutte le decisioni che contano, città che conserva attrazione e respiro internazionale. Lasciate perdere i luoghi comuni che si sono sparsi a piene mani in questi anni: senza la Capitale, l’Italia sarebbe un Paese dannatamente più piccolo e provinciale.

Senza i suoi tesori, la sua arte, la sua cultura, la nostra storia sarebbe ridotta a ben poca cosa. Partiamo da qui, non abbiamo bisogno di inventarci una nuova strada da seguire, perché Il Tempo rappresenta un mix ideale di identità e territorio. L’identità di un giornale moderato ma non conformista, vicino alle idee della maggioranza silenziosa di italiani che non ci sta a farsi sopraffare dalle minoranze rumorose che affollano le piazze ma non riempiono le urne.

L'identità di un quotidiano che sta fisicamente accanto al Palazzo ma non è del Palazzo: lo racconta, lo osserva, lo critica quando sbaglia e lo loda quando fa bene. È il compito di qualsiasi buon giornale che voglia farsi rispettare e abbia a cuore i suoi lettori, vero patrimonio di ogni testata. Il territorio è quello immenso della Capitale, delle province del Lazio, dell'Abruzzo e del Molise, popolato di gente che lavora e contribuisce in maniera importante all'economia nazionale. Si sono scritti saggi voluminosi sul Nord che produce, forse bisognerebbe aggiornare la biblioteca ricordando che nella produzione di valore aggiunto il Lazio è secondo solo alla Lombardia e che la crisi ha colpito la regione in misura minore rispetto al resto d'Italia. Non ci sembra il quadro di una società immobile, intenta a consumare le risorse create da altri.

Una delle missioni de Il Tempo, sarà proprio quella di demolire l'immagine di una Capitale e del suo territorio che non corrispondono alla realtà. Roma ha solo un grande bisogno di raccogliere le sfide che offre la contemporaneità. Sfide che richiedono risposte, progetti, decisioni, rapidità. La Capitale presto dovrà affrontarne due e saranno decisive: la candidatura per le Olimpiadi e i progetti legati al Gran Premio di Formula Uno. Qualcuno penserà che con il giavellotto e gli alettoni non si spicca il volo nella competizione internazionale. Povero ingenuo. In realtà è su questi due punti dell'agenda che Roma si gioca parte del suo futuro, della sua capacità di attrarre idee, investimenti, lavoro.

Il Gran Premio all'Eur sembra avere tutte le carte in regola per diventare un perfetto circuito cittadino, affascinante quanto quello di Montecarlo. E se Monza strilla, pazienza. Forse in Lombardia hanno dimenticato che fino a pochi anni fa le auto sfrecciavano anche sull'asfalto di Imola? Perché farsi venire il travaso di bile per la bandiera a scacchi che sventola all'Eur? Vogliamo sentir rombare i motori. E vedere Roma tornare ai fasti degli anni Sessanta, quando i giochi olimpici consegnarono ai cittadini una città più bella e moderna. L'organizzazione fu perfetta, la televisione per la prima volta programmò massicciamente la manifestazione con 106 ore di trasmissione. Abebe Bikila vinse la sua prima maratona a piedi nudi, un uomo solo al comando per le vie della Città Eterna.

Entro il 5 marzo il Comune di Roma presenterà il piano per agganciare il treno dei giochi olimpici. È in competizione con Venezia, candidatura che appare in acqua alta. Non vorremmo che la «retorica del Nord» mandi a carte quarantotto le aspirazioni dell'unica città che può competere a livello internazionale. Il Comitato Olimpico è popolato da vecchi volponi e per questo Roma ha bisogno del sostegno pieno e totale di tutte le istituzioni, non di lotte fratricide. Presentarsi divisi alla meta potrebbe aggiungere oltre al danno, anche il sapore amaro della beffa. E Il Tempo non starà a guardare.

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Mario Sechi

09/02/2010

  • 10/02/2010 00:46 Michele Tatti
    Vai Mario, da un sardo che, dopo i rossoblu, tifa giallorosso
  • 09/02/2010 21:15 ab
    Benvenuto sig. Direttore ho apprezzato molto le Sue parole per la nostra città! le chiedo di essere sempre giusto, ma anche severo nei confronti delle amministrazioni che ci governano perchè di severità c'è molto bisogno Buon Lavoro!
  • 09/02/2010 20:33 enrico caretti
    Leggo il Tempo solo in internet percè abito in un paesino del piemonte,e lo trovo molto interessante e scritto bene,auguri sig.direttore.
  • 09/02/2010 18:45 secondosalvatore
    Signor Direttore MARIO SECHI. Con l’intento di aggiornarmi e scorrendo, a volo d’uccello, le varie testate giornalistiche in cerca di cerca di notizie fresche (come le uova di giornata) non di frigorifero mi sono avventurato nel Suo editoriale. L’ho letto con gusto ed ho apprezzato le sue parole ed i sentimenti che ne traspaiono, come: “fare buon giornalismo, «serio, onesto, coraggioso, rispettoso dei lettori». Parole sante che oggi non sono seguite dai fatti, poiché oggi, quella dello scoop è la primaria attività dei mass media di piccola o grande tiratura che siano. Auguro a Lei tutte le fortune e spero di rileggere nel suo quotidiano, che da oggi seguirò frequentemente, notizie scevre di sentimenti antagonisti, anche se colorati da ideologia, ma non per « partito preso ». In uno slancio di cordiali sentimenti umani, auguro a Lei un profondo e di cuore “ Ad maiora ” Secondosalvatore
  • 09/02/2010 14:26 Antonino Federico
    Benvenuto Sig. Sechi, le auguro grande successo. Mi perdoni, ma sono uno molto presente, il Dr. Arditti è abituato. Mi sono domandato come mai cominciare subito sulla diatriba nord sud? Da cittadino romano non mi importa una manifestazione in funzione di come e a chi riusciamo a soffiarla, trovo molto più importante valutare l'idoneità o meno di tale iniziativa per la città di Roma già troppo involgarita e bistrattata. Saluti
  • 09/02/2010 13:36 Giovanni Attinà
    Condivido l'editoriale del nuovo direttore Mario Sechi. Sono legato a questo quotidiano, essendo stato il primo giornale acquistato agli inzi degli anni 60, quando avevo i calzoni corti. Tante firme prestigiose: Artieri,Consiglio, Falqui ed una terza pagina magnifica. Auguro un ritorno agli antichi splendori. Giovanni Attinà
  • 09/02/2010 13:35 Fabio
    Sicuramente BUON LAVORO! Spero che l'editoriale venga letto anche dai Leghisti che disprezzano Roma "ladrona" e quando erano all'opposizione si vantavano di usare il tricolore per pulirsi ... ma che ora siedono felici sugli scranni dei Palazzi governativi ...
  • 09/02/2010 13:12 giuseppe mazzei
    semplicemente bravo.E con Il Tempo darai il meglio
  • 09/02/2010 09:18 franco
    Benvenuto e Buon lavoro....seguendo i Suoi articoli, sono sicuro che farà molto bene...
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