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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Il presidente della Camera incontra a Roma i giovanissimi extracomunitari del centro "Semina" e affronta il tema dell'immigrazione.
ROMA - "Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo...". Secco il giudizio del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, riferito a chi sostiene che le persone che vengono da altri Paesi siano diverse. Fini, incontrando un gruppo di ragazzi di origine straniera tra gli 8 e i 19 anni al centro Semina, che ospita l'associazione "Nessun luogo è lontano", si è rivolto ai giovani chiedendogli se qualcuno gli fa pesare il fatto di non essere italiani: "C'è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo? - ha detto - Se qualcuno pensa che siete diversi, qualche parolaccia se la merita. Voi la pensate e io la dico".
"Convincerò quelli di destra, ma anche quelli di sinistra, sulle ragioni della necessità di politiche di integrazione riguardo agli immigrati". Così Fini ha risposto alla domanda di un ragazzo che gli chiedeva se riuscirà a convincere "quelli di destra" sulle sue ragioni in merito agli immigrati. "Bella domanda - ha risposto Fini sorridendo - bisognerà discutere , ma sono certo che si convinceranno. Sia quelli di destra che quelli di sinistra -ha proseguito - se vengono qui e parlano con voi capiscono la realtà dell'immigrazione. Se parlano di voi da un bel salotto senza avervi mai incontrati - ha aggiunto - non capiranno, ma comunque saranno loro in torto e non certo voi".
IL MONITO ALLA STAMPA - Fini bacchetta la stampa e i media per i continui "riferimenti etnici nei reati che
possono indurre i cittadini a credere nell'equazione: straniero uguale delinquente". "È un modo superficiale di informare - ha detto il presidente della Camera - Se un romeno o un eritreo scippa una signora italiana il titolo è il titolo è "Romeno scippa... "È un modo scorretto, superfluo e impreciso di informare: ci sono stranieri delinquenti così come ci sono italiani delinquenti, ma gli uomini sono tutti uguali e devono essere trattati nello stesso modo dalla legge, dalla stampa e dalla politica. Ecco perchè - ha concluso - sarebbe bello se l'informazione non titolasse con riferimenti etnici perchè altrimenti si può diffondere tra i cittadini l'equazione: straniero uguale delinquente".
LA LEGGE BOSSI-FINI - Sulla legge Bossi-Fini il presidente della Camera affronta la possibilità di eventuali modifiche. "La Bossi-Fini ha funzionato ma oggi farei un paio di modifiche". La legge di cui è cofirmatario con Umberto Bossi sull'immigrazione è giusta secondo Fini "perchè per stare in Italia serve un contratto di lavoro ma oggi andrebbero fatte alcune modifiche". Innanzitutto sui tempi per trovare lavoro: "C'è la crisi economica e sei mesi di tempo per trovare un altro lavoro quando si resta disoccupati è troppo poco. Allungherei i tempi almeno fino ad un anno perchè in sei mesi è francamente complicato trovare lavoro di questi tempi». Inoltre, Fini ritiene che sia necessario "rendere più veloce un adempimento burocratico" come quello del rinnovo del permesso di soggiorno. "Non ha senso tornare nel proprio paese a fare domanda, bisognerebbe affidare questa pratica ai consolati e alle ambasciate in Italia".
IL CROCIFISSO - Sul crocifisso ribadisce il suo no alla sentenza della Corte di Giustizia dei diritti dell'uomo di
Strasburgo contro i crocifissi in classe, sostenendo che "non danno fastidio a nessuno". Il presidente della Camera, per rafforzare la sua convinzione, ha chiesto ai ragazzi del centro Semina (molti dei quali di religione musulmana) se desse loro fastidio la presenza del crocifisso nell'aula. Al coro di "no" ricevuto in risposta, Fini ha commentato: "Benissimo, perfetto, mi date conferma di tante cose".
21/11/2009