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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Dura da 28 anni la fuga di Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac) sul quale è stato chiamato a pronunciarsi ieri, dopo il rinvio della scorsa settimana, il Supremo tribunale federale brasiliano.
Una fuga iniziata nel lontano dl 1981, con l'evasione dal carcere di Frosinone, dove il leader dei Pac è stato rinchiuso con l'accusa di aver commesso 4 omicidi. Battisti si rifugia in Francia, poi, con la moglie, in Messico, dove inizia una nuova attività: scrittore di romanzi noir. Durante la sua latitanza i giudici italiani lo condannano in contumacia all'ergastolo, per aver assassinato, tra il 1978 e il 1979, Andrea Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin e Andrea Campagna. La sentenza è poi confermata nel 1993 dalla Corte d'appello.
Intanto, già dal 1990, l'ormai affermato scrittore Battisti è tornato in Francia, dove, complice lo scudo della «dottrina Mitterand», è a riparo dall'estradizione. Il 30 giugno 2004, però, le autorità francesi (all'Eliseo è nel frattempo subentrato Jacques Chirac) danno il via libera l'estradizione in Italia. Battisti, ancora una volta, fugge in tempo, destinazione Fortaleza, Brasile. La sua latitanza oltreoceano termina il 18 marzo 2007, con l'arresto a Rio de Janeiro, in seguito ad un'operazione congiunta dell'Interpol e della polizia francese, italiana e brasiliana.
Battisti chiede l'asilo politico, che però il 28 novembre 2008 il Comitato brasiliano per i rifugiati non gli concede. I suoi legali fanno allora ricorso al ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro, che in gennaio ribalta la decisione e concede lo status di rifugiato sulla base di «fondati timori di persecuzione per le sue idee politiche». La decisione in ultima istanza spetta, però, al Supremo tribunale federale, la Corte Costituzionale brasiliana che, oggi si pronuncierà, lasciando, forse, al presidente Josè Inacio Lula l'ultima parola sulla lunga fuga di Battisti.
19/11/2009