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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Politica

la sentenza: via il crocifisso dalle aule

La Corte di Strasburgo con islamici e scettici

Il paradosso: a valutare sulla nostra sensibilità un organismo che rappresenta ben 47 Stati.

 

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo: La recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha sancito il divieto di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche ha giustamente suscitato indignazione ben oltre il confini del mondo cattolico. I giudici europei, evidentemente non la pensano così. Ed hanno negato all'Italia ciò che nessuno da ottant'anni aveva mai messo in discussione. Non ci sorprende. La Corte che ha emesso la sentenza è emanazione diretta del Consiglio d'Europa (e non dell'Ue o della Commissione europea, come qualcuno erroneamente ha scritto) che nel tempo ha assunto connotazioni laiciste molto marcate al limite dell'intolleranza.

 
Del resto, quale equanimità ci si può attendere da un tribunale che rispecchia fedelmente nella composizione dei suoi giudici la rappresentanza politica del Consiglio stesso. Dell'Assemblea, infatti, fanno parte 47 Paesi, alcuni dei quali prevalentemente musulmani (Turchia, Armenia, Azerbaigian ed altri dove l'islamismo gioca un ruolo politico di primaria importanza), altri decisamente scettici o atei in ragione della struttura sociale e del dominio comunista, penso a quelli del nord Europa e a quelli dell'Est (Polonia esclusa), ed altri ancora a forte componente luterana, per non parlare di nazioni mediterranee dove sempre più debole è lo spirito cattolico e cristiano. È naturale che i giudici della Corte mostrino una sensibilità fievole se non ostile riguardo a certi temi che sarebbe bene perciò sottrarre alla loro giurisdizione.

 
E di questo, proprio in nome dei diritti umani, il Consiglio d'Europa dovrebbe farsi carico ripensando talune sue strutture che dopo l'allargamento del consesso, avvenuto con la fine del sovietismo e la liberazione di popoli oppressi, ha pure mutato natura ed orientamento. È pur vero che il gruppo maggiore nel Consiglio è il Ppe, ma ad esso aderiscono elementi che nulla hanno a che fare con una visione cristiana della vita; è altrettanto vero che sommando i partiti moderati (oltre al Ppe, i conservatori del Gde) si scopre che sono di poco minoritari rispetto ai liberaldemocraci dell'Adle, ai socialisti europei, ai comunisti del Gue, senza considerare i Non iscritti che per definizione sono inclassificabili.


Dunque, l'orientamento che il Consiglio prevalentemente esprime è laicista e talvolta assume posizioni politiche francamente irritanti rispetto a politiche di paesi membri che nulla hanno a che fare con i diritti umani. Personalmente, facendone parte da anni, più volte sono stato impegnato a difendere l'Italia dall'accusa, rilanciata a Strasburgo, riguardante la limitazione della libertà di stampa. C'è stato chi, al riguardo, ha paragonato il nostro Paese alla Bielorussia, alla Bulgaria o ad una qualche repubblica caucasica. Il tutto nell'indifferenza (o quasi) delle nostre autorità che forse ritengono il Consiglio d'Europa un orpello tanto inutile da offrire il destro a chi detesta per innescare polemiche che contribuiscono a farci perdere la faccia.


Negli ultimi tempi, Assemblea e Commissioni hanno sfornato documenti, e relazioni nelle quali si è sostenuto l'abortismo più avanzato e rischioso; il relativismo religioso ed il laicismo più spinto ritenendo l'insegnamento di qualsiasi dottrina un fatto assolutamente privato. Dell'eutanasia si parla sempre più frequentemente in linea con le legislazioni di molti Paesi europei e prima o poi si arriverà ad approvare un documento che la giustifichi. Così ci si muove a Strasburgo. Perché, dunque, meravigliarsi se la Corte dei diritti umani pronuncia una sentenza tanto bislacca?

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Gennaro Malgieri

07/11/2009

  • 10/11/2009 10:35 Shushan Martirosyan
    Gentile signor Malgieri, Mi chiamo Shushan Martirosyan, La scrivo dall’Armenia. Ho letto con tanto dispiacere nel suo articolo la definizione dell’Armenia come un paese mussulmano. Io non ho nulla contro i popoli mussulmani, anzi visito volentieri questi paesi che hanno una civilta` antica, ma vorrei sottolineare comunque che l’Armenia e` un paese cristiano, anzi il popolo armeno ( l’Armenia) fu il primo in assoluto ad adottare il Cristianesimo come religione ufficiale, nel 301. oggi come oggi l’Armenia non ha un peso importante nell’economia mondiale, ed e` meno conosciuto, ed e` brutto che persone che non ne sapevano nulla, ora leggono dell’Armenia come di un paese mussulmano. Spero davvero che questo errore venga corretto in una delle prossime redazioni del vostro giornale, perche l’informazione fu mandata a migliaia di lettori. Sperando davvero nella giusta correzione, Le porgo distinti saluti Shushan Martirosyan, Yerevan, Armenia
  • 10/11/2009 09:19 Unione degli Armeni d'Italia
    Egregio Direttore, Leggiamo con profondo sgomento l'articolo firmato Gennaro Malgeri, del 7 novembre, nel quale l'Armenia viene annoverata tra i paesi "prevalentemente musulmani" e "dominati dalla influenza politica dell'Islamismo". La superficialità dimostrata in questa affermazione ci ferisce come Armeni, quali figli di quella nazione che nel 301, prima ed unica nella realtà dell'impero romano, scelse il Cristianesimo come religione nazionale. Questo grave errore fornisce ai vostri lettori informazioni sbagliate riguardo al popolo armeno. Distinti saluti. Unione degli Armeni d'Italia.
  • 09/11/2009 13:10 Massimiliano De Sire
    Egragio Dott. Gennaro Malgieri, per quanto possa condividere le Sue idee, dal momento che sono un cristiano cattolico, mi duole assai doverLe rammentare, come molti lettori hanno già fatto, che la Republica di Armenia non ha nulla a che vedere con le popolazioni musulmane anzi; è stata da queste'ultime perseguitata nel corso della storia ed ha subito un vera e propria pulizia etnico-religiosa, sia da parte della vicina Rep. di Azerbaijan che da parte della musulmana Turchia (il secondo Genocidio che la storia ricorda, dopo l'olocausto degli ebrei). Il Cattolicissimo Popolo Armeno, è una voce che grida la sua identità ma nessuno l'ascolta; ed in questo caso, mi perdoni l'espressione, oltre l'oltraggio c'è pure la beffa, probabilmente, e spero sia, solo una "terribile" disattenzione. Massimiliano De Sire Redazione Armenia-Italia.com
  • 09/11/2009 09:19 Associazione della Comunit' Armena di Roma e del Lazio
    Egregio Dottor Malgieri, con riferimento al suo articolo “La Corte di Strasburgo con islamici e scettici” ed in particolare alla seguente frase: Dell'Assemblea, infatti, fanno parte 47 Paesi, alcuni dei quali prevalentemente musulmani (Turchia, Armenia, Azerbaigian ed altri dove l'islamismo gioca un ruolo politico di primaria importanza), desideriamo sottolineare quanto segue: l’Armenia è stato il primo paese ad adottare quale religione di stato il cristianesimo nell’anno 301. Le riproponiamo quanto scrive Wikipedia: “L'Armenia è un paese a maggioranza cristiana. La Chiesa armena vanta una tradizione antichissima, che risale al III secolo d.C (l'Armenia è considerata la prima nazione al mondo ad aver adottato, nel 301, il cristianesimo come religione ufficiale)”. Tale precisazione per fugare ogni dubbio in proposito e ristabilire la realtà delle cose in una delicata area geografica relativa a parte dei confini dell’Armenia.
  • 07/11/2009 18:21 Consiglio per la comunità armena di Roma
    Egr. Direttore, Egr. Dr Malgieri, Nel suo articolo l’Armenia viene classificata come “paese musulmano” alla stregua della Turchia e dell’Azerbaigian. Siamo spiacenti dover contestare questa affermazione in quanto l’Armenia e gli Armeni vantano una millenaria fede cristiana a causa della quale sono stati perseguitati e massacrati subendo nel 1915 uno dei più grandi orrori della storia: il genocidio. Genocidio perpetrato appunto dal governo turco di allora. L’Armenia tra l’altro, nel 301 (ancor prima dell’editto di Costantino), fu la prima nazione in quanto tale ad abbracciare il cristianesimo come religione di Stato. E proprio per questo nel 2001 in occasione del 1700° anniversario della cristianizzazione dell’Armenia il compianto Papa Giovanni Paolo II visitò il paese (prima visita di un papa) e rese omaggio ai martiri del popolo armeno. Confidando nel fatto che si sia trattato di un semplice refuso ed auspicando la opportuna rettifica porgiamo distinti saluti.
  • 07/11/2009 14:40 la feina
    lo spettro che incombe sull'europa è un'alleanza mentecatto - comunista - islamica,è un problema assai più serio di quello che sembra.aveva ragione la fallaci,abbassare troppo la guardia porterà presto all'eurabia
  • 07/11/2009 11:48 Alen Khanbekyan
    Gentile Gennaro Malgieri, è importante sapere che l'Armenia è un paese cristiano ormai da oltre 1700 anni. L'Armenia è stato il primo paese al mondo di prendere il cristianesimo come religione statale nel 301 (ancora prima dei Romani), e lo è fino ad oggi, nonostante paesi vicini musulmani e tutte le guerre subite proprio per la religione. E' molto difficile trovare un musulmano in Armenia. Quindi è fuori luogo parlare di Armenia come un paese dove l'islamismo gioca un ruolo politico di primaria importanza.
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