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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

la rivoluzione di silvio

Il piano del Cav in cinque mosse

Berlusconi, forte del consenso degli italiani passa all’offensiva. Il progetto prevede radicali cambiamenti per garantire la governabilità. Giustizia, poteri al premier, meno parlamentari.

SIlvio Berlusconi Sale sul palco con il suo solito completo blu e una camicia scura. Viene interrotto continuamente. Silvio Berlusconi tira dritto e avverte con tono grave: «Venendo qui mi sono domandato che cosa avrei pagato io questa mattina per non dover parlare a tanti amici». Prende un attimo di pausa e riprende: «Perché la situazione oggi nel Paese è di profondissima riflessione. E forse non siamo ancora pronti. Ma a giorni la dovremo fare». Dalla platea le urla lo accolgono, lui ci scherza su: «Se la mettiamo sul fisico mi tolgo la giacca». E plasticamente se la leva, si rimbocca le maniche e si mostra al pubblico meno formale, come se fosse sempre all’opera.
 

Comincia con le storielle, le barzellette, racconta che all'aeroporto ha incontrato un vecchio amico che gli ha consigliato di soprassedere dal fare discorsi pesanti. «Come faccio a non parlare delle cose che ho dentro? Questo amico mi ha detto: "Be', è domenica!"». E così Berlusconi va avanti, parla di politica estera. Di che cosa voleva parlare? Silvio Berlusconi sta preparando una rivoluzione. Una rivoluzione complessiva dello Stato. Una riforma radicale e profonda. Di cui il comparto giustizia è solo una parte. Non l'unica. Sarà una rivoluzione in cinque mosse. Anzitutto i poteri del premier, visto che il Cavaliere pensa che siano limitati al punto che a oggi il capo del governo non può niminare o revocare un ministro. Il secondo capitolo è la ridefinizione del ruolo del Parlamento.


Partendo dal superamento del bicameralismo, si passa al Senato delle Regioni sino alle modifiche dei regolamenti parlamentari. Quindi la riduzione di deputati e senatori ma si pensa a un generale dimagrimento anche di consiglieri regionali, comunali e affini. Altro punto è la ridefinizione delle alte istituzioni. La Corte Costituzionale, certo. Ma non solo. La presidenza della Repubblica, per esempio. E il Csm. Il terzo capitolo introduce il quarto, quello più scottante: la riforma della giustizia. E dunque separazione delle funzioni. Fabrizio Cicchitto la spiega così: «Sdoppiamento delle carriere, poteri di indagine del Pm e ruolo della polizia giudiziaria, riforma dell'elezione del Csm e della nomina e della composizione della Corte Costituzionale, immunità parlamentare». Infine, la quarta mossa: mettere tutto a giudizio degli elettori con un referendum. Berlusconi a Benevento ne accenna soltanto nell'ultima parte del suo discorso. Si limita a ricorda che a suo giudizio «non si può consentire di rivolgere infamie, improperi, insulti e volgarità a un premier eletto direttamente dal popolo, bisogna cambiare questa situazione».

 
Quindi è tornato sulla Consulta a ribadendo di «non aver detto una parola fuori luogo perché non si può continuare così; non si può far lavorare il Parlamento per molto tempo e poi intervenire su questa decisione negando se stessi e negando una decisione che la Corte prese quattro anni fa». Sul lodo Alfano, ha insistito, la Corte ha messo in campo un «comportamento completamente sleale nei confronti dell'istituzione parlamentare e bisogna evitare che non si ritorni al popolo che non conta niente e a un Parlamento che non può legiferare a causa di una Corte che non è organo di garanzia ma organo politico». «In moltissime democrazie - ha aggiunto - non c'è bisogno di questa norma (l'immunità per le alte cariche, ndr) perché in Francia e Inghilterra i pm non sono autonomi e indipendenti nel più alto arbitrio, ma sono sottoposti al ministro della Giustizia e all'esecutivo». E quindi ha annunciato che si andrà avanti con il disegno di legge sulle intercettazioni. Il tutto senza dimenticare le riforme sociali destinando, ad esempio, i proventi della lotta all'evasione fiscale ai quozienti familiari e annunciando di voler rilanciare il piano per il Mezzogiorno.


Di una cosa è sicura, Berlusconi. Non ci sarà un nuovo '94. Spiega il premier: «Venendo qui e leggendo i giornali mi sono chiesto cosa davvero sia cambiato dal 1993, quando l'intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti i protagonisti di quei partiti furono costretti a lasciare, qualcuno anche l'Italia. Mi sono risposto che oggi, di diverso, c'è il fatto che abbiamo il consenso del 68% degli italiani e il fatto che abbiamo il Popolo della libertà: insomma di diverso ci siamo noi». E perché finora non si è proceduto? Fini e Bossi vorrebbero dialogo con l'opposizione. Berlusocni vuole andare avanti lo stesso: gli italiani sono con me, ripete.

 

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Fabrizio dell'Orefice

12/10/2009

  • 13/10/2009 14:52 iddu
    il fatto che nella scheda ci fosse scritto berlusconi presidente,come nel pd veltroni, qualcosa significa o no? forse non ci sarà una legge che prevede l'elezione diretta del premier,e lo stesso non avrà i poteri che normalmente hanno i suoi colleghi di altre democrazie occidentali alle quali spesso si guarda,anche troppo,ma moralmente parlando è un impegno verso i cittadini che sia l'indicato a fare il presidente e non un altro.come sarebbe:si indica veltroni e ci si ritrova d'alema,o berlusconi e ci si ritrova fini,per fare un esempio?se formalmente berlusconi è stato eletto deputato,moralmente,essendo stato indicato,è giusto che sia lui a fare il premier.comunque tutto ciò non è che un altro esempio di come vanno le cose in italia,si fa finta di dire bianco per dire nero e viceversa.
  • 12/10/2009 21:06 basta-casta
    2 cose sono per me irrinunciabili,per la giustizia:1) separazione delle carriere,non è accettabile che chi deve giudicare faccia carriera comune con una delle 2 parti in causa,in qs caso l'accusa (idem se fosse la difesa);2) riforma del csm,che in un modo o nell'altro deve essere posto SOTTO IL CONTROLLO DEL POPOLO,non è accettabile che ci sia una categoria che risponde solo a sè stessa e dove i controllori sono gli stessi controllati
  • 12/10/2009 15:33 Franco
    ha come sempre parlato di riforma della giustizia ( che interessa a Lui ) ma di altre riforme ??? E le tasse che doveva diminuire ? p.s. mi sapete dire quanti terremotati dell'Abruzzo ha ospitato nelle sue cosa come aveva dichiarato alla stampa
  • 12/10/2009 11:54 vittorio
    ma caro Silvio :io credo che l'opposizione sia tu a pagarla.però non deve esagerare in stupidità perchè altrimenti il gioco si scopre.Di' a Franceshini che si dia una calmata!
  • 12/10/2009 11:22 maurizio
    Il cittadino Silvio Berlusconi è stato eletto deputato e non presidente del consiglio dei ministri:in questo incarico è stato posto per iniziativa del parlamento e del presidente della repubblica. La presenza del Suo cognome nel simbolo elettorale ha rilievo propagandistico - pubblicitario, aspetto questo finora non rilevante istituzionalmente. Queste poche righe per dire che l'onorevole Berlusconi potrebbe essere sostituito alla guida del governo da altra persona della sua stessa maggioranza. Filmografia consigliata: "2012 L'Avvento del Male"; Bibliografia consigliata: "Fontamara" di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
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