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il governatore commissariato

Esplode il caso Bassolino

Antonio Bassolino, il fantasma che agita il Consiglio dei ministri. Nella riunione di ieri il governo ha deciso di commissariare i sistemi sanitari di Campania e Molise.

Antonio Bassolino In questo secondo caso il governatore della Regione, Michele Iorio, ha espresso subito soddisfazione: «Ora ho tutti gli strumenti per intervenire con rapidità nel riordino del sistema. È stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a comunicarmi nel corso della riunione di oggi dell'Esecutivo la decisione che mi aveva anticipato personalmente ieri».

Più complicata invece la partita in Campania, visto che si intreccia con le questioni politiche locali. La situazione in Campania è esplosiva proprio mentre ci si avvicina alle elezioni che si terranno il prossimo anno. Bassolino prepara la fuga. Sogna di ricandidarsi a sindaco di Napoli. Al Comune si voterebbe solo nel 2011, quindi - nel caso - il presidente della Regione dovrebbe aspettare un anno. A meno che l'attuale primo cittadino napoletano, Rosa Russo Iervolino, non vada a casa prima. E forse non è un caso che in consiglio comunale improvvisamente si respiri una brutta aria all'interno della maggioranza di centrosinistra, in particolare dentro il Pd. Ieri è mancato di nuovo il numero legale per la seduta e il sindaco ha fatto balenare l'ipotesi che possa dimettersi. Non lo farà mai, intanto minaccia. Anche perché le tensioni arrivano tutte dall'aria politica più vicina a Bassolino.

Insomma, non sono pochi coloro che pensano che il governatore stia preparando il benservito. Il commissariamento esplode come una bomba perché scoperchia il letame della sanità campana, molto peggio dello scandalo rifiuti. È per questo che Bassolino, che ieri non si è presentato a Palazzo Chigi, le ha provate tutte. Si è fatto spalleggiare dal presidente della conferenza Stato Regioni, Vasco Errani: «Non condivido i commissariamenti, c'era l'impegno, prima di procedere a provvedimenti del governo, a svolgere un confronto politico di merito, che invece, non si è tenuto».

E nel consiglio dei ministri è stato Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Regionali, a insistere per cercare un'intesa con i governatori. Sacconi, sostenuto da Tremonti, invece ha imposto la linea dura, spiegando che non c'era altro tempo da perdere. E senza tanti giri dopo la riunione illustra in un comunicato: «È un atto dovuto perché si sono prodotti i presupposti di legge sulla base delle conclusioni dei tavoli tecnici Stato-regioni dei piani di rientro dal disavanzo strutturale e dell'effettiva erogazione dei livelli essenziali di assistenza». Secondo un documento del ministero del Welfare, la spesa sanitaria del Centro-Sud rischia il prossimo anno di avere un «effetto devastante». Inoltre per la Campania «la manovra necessaria per ricondurre in equilibrio strutturale l'anno 2009 valutata in circa 881 milioni di euro, anche alla luce della nuova stima delle entrate fiscali, risulta non garantita».

Per il Molise la manovra è stimata intorno à 90 milioni di euro (89,57) ma anche questa «non risulta garantita». Bassolino e Iorio saranno anche commissari. Così adesso il governatore campano avrà un argomento in più da spedere in campagna elettorale: dove sono finiti i soldi destinati a curre i malati.

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25/07/2009

  • 25/07/2009 15:53 Tonimil
    L'art. 3/bis comma 7 del decreto legislativo 502/92 prevede l'esonero dei direttori generali delle Aziende Sanitarie nel caso di gravi disavanzi. L'attualità è coerente con l'ipotesi prospettata. Perchè le regioni non hanno revocato gli incarichi conferiti ai direttori generali? Perchè la magistratura non ha attivato alcun procedimento teso ad accertare responsabilità per il mancato rispetto dell'articolo suddetto. Unica la certezza: che a pagare le spese è il cittadino, già dimagrito con le ossa da fuori, a pagare le varie addizionali, i tickets e ad avere sempre più un servizio che lascia molto a desiderare. Grazie.
  • 25/07/2009 15:47 cliana busi
    Ecco spiegato il perchè sia la destra che la sinistra, nonostante le ingiurie e le lotte mediatiche vanno fondamentalmente d'accordo: Perchè sono marce entrambe ed il loro fetore sta rovinando l'Italia.Tutti attaccati alle proprie sedie conquistate con la menzogna, con l'inciucio della mefia ,rubando calunniando, e tutto a danno di noi cittadini che con il nostro lavoro li manteniamo al governo.SIAMO NOI CHE LI SOSTENTIAMO e NOI LI POSSIAMO LICENZIARE: Aprite gli occhi alla verità
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