Il «pacchetto sicurezza» è diventato legge. Sono bastati i «sì» dei 157 senatori della maggioranza (Pdl, Lega e Mpa) contro i 124 «no» dell'opposizione (Pd, Idv e Udc) e tre astenuti per dare il via libera definitivo al disegno di legge sulla sicurezza. D'ora in poi entrare in Italia da clandestini sarà un reato, i cittadini potranno organizzarsi in «ronde» e, almeno secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano, la «lotta alla mafia avrà strumenti più efficaci». Immigrazione, criminalità, sicurezza pubblica. Questi sono i tre elementi forti del provvedimento che al suo interno prevede anche pene (reclusione fino a tre anni) per chi insulta un pubblico ufficiale. Si reintroduce così un reato abrogato con la legge del 25 giugno 1999. Poi cambieranno le norme sul 41 bis per i boss mafiosi. Il tutto, comunque, avverrà per gradi, visto che da domani il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, «molto soddisfatto per il voto di oggi», sarà impegnato nella realizzazione dei decreti attuativi. «Primo fra tutti - ha annunciato dopo il voto - quello per definire i termini di utilizzo dei volontari della sicurezza, le cosiddette "ronde"». Così, stando a quanto emerge nel ddl, gli enti locali possono avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Associazioni che, costituite da persone appartenenti in congedo alle forze dell'ordine, forze armate e altri corpi dello Stato, dipenderanno dai sindaci e dovranno essere iscritte in appositi elenchi stilati dai prefetti. Ampio invece lo spazio dedicato all'immigrazione. In primo luogo si stabilisce, introducendo il reato di clandestinità, un'ammenda che va dai cinquemila ai diecimila euro per lo straniero che faccia ingresso o si trattenga nel territorio dello stato. Previsto inoltre il carcere (reclusione da sei a tre anni) per chiunque dia alloggio ad una persona che sia priva di titolo di soggiorno. Dal testo emerge poi il prolungamento fino a 180 giorni della possibilità di trattenimento degli irregolari nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Per quanto riguarda la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno questa è sottoposta al versamento di un contributo che va da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro e deve essere richiesto dallo straniero al questore della provincia in cui dimora, almeno 60 giorni prima della scadenza. È prevista, sempre nella legge, anche la nascita dell'albo degli addetti alla sicurezza dei locali pubblici e l'istituzione di un registro dei senza fissa dimora. Giro di vite anche per chi si mette alla guida ubriaco o drogato. È previsto inoltre predisposto un fondo contro l'incidentalità nottura che serve all'acquisto di materiali, attrezzature e mezzi per le forze di polizia e per campagne di sensibilizzazione e formazione degli utenti della strada. Per chi si mette alla guida sotto effetto di stupefacenti scatterà la revoca della patente e la sospensione del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli, per un periodo fino a tre anni. Nel testo sono state inserite anche delle norme che puntano a contrastare la crimilalità organizzata. Ad esempio, per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti, il prefetto potrà disporre accertamenti nei cantieri delle imprese interessate. Poi si intensificheranno i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo e sono previsti inasprimenti sul carcere duro per i boss della criminalità organizzata (articolo 41 bis): aumenta a quattro anni la durata del carcere duro per chi è accusato di mafia e la pena verrà scontata all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, per lo più sulle isole. Sempre legato a questa direttiva i colloqui con i familiari saranno sempre registrati e saranno ridotti a tre gli incontri settimanali con i difensori. Il pacchetto sicurezza vincola anche gli imprenditori a denunciare il «pizzo». Se non lo fanno vengono esclusi dalla possibilità di partecipare alle gare di appalto (a meno che non ricorrano le cause di esclusione di responsabilità previste dalla legge del 1981). Infine, per quanto riguarda la sicurezza pubblica il provvedimento prevede la reclusione fino a tre anni per chi impiega minorenni nell'accattonaggio, sanziona gli imbrattatori della cosa altrui (cosidetti
writers) con il carcere fino a 3 mesi se si imbratta un monumento di interesse storico o artistico e, per ultimo, consente l'uso - norma introdotta proprio dal Senato - di bombolette spray al peperoncino per l'autodifesa.
Vai alla homepage
03/07/2009