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La critica: «Non ci sono i soldi promessi»

Il Pd specula anche sul sisma: «Dl inadeguato»

Il decreto per il terremoto è «inadeguato», la ricostruzione delle abitazioni e delle imprese dev'essere coperto al cento per cento: Dario Franceschini, a L'Aquila per inaugurare la sede provvisoria in una tenda della sede del Pd, lancia il suo affondo sull'operato del governo sul sisma e avverte l'esecutivo di non mettere la fiducia sul dl, pena la fine di ogni dialogo sugli interventi per il dopo sisma.

Inevitabile scatta la reazione della maggioranza che giudica l'attacco una «misera speculazione». Mentre Silvio Berlusconi sottolinea che il governo ha «a disposizione un forte contributo dai fondi europei per la ricostruzione». «Il decreto così com'è non funziona. Non vengono mantenute le promesse — ha tuonato Franceschini nel suo intervento — Non ci sono le risorse né per l'emergenza né per la ricostruzione, degli 8 miliardi di euro annunciati, un miliardo è per il primo anno e 5,8 sono spalmati fino al 2032. L'Aquila deve essere ricostruita nei borghi e nel centro storico perché la gente vuole tornare nella città ricostruita». Poco prima Franceschini aveva sottolineato che l'obiettivo dell'opposizione è quello di controllare che le promesse vengano mantenute e non quello di fare polemica. E poi la stoccata sul voto di fiducia: «Ci sarebbe un discorso interno alla maggioranza di centrodestra di porre la fiducia sul decreto per il terremoto. Non ci provino, siamo pronti a lavorare insieme per migliorare il tutto, la fiducia troncherebbe tutto». Nel merito degli emendamenti proposti, perentoria è stata la richiesta della copertura del 100% nella ricostruzione di ogni casa e ogni impresa, e la bocciatura del meccanismo del credito di imposta in un territorio dove «non si pagano le imposte perché le persone non hanno reddito». Poi, l'ammissione che «c'è il tempo per cambiare rotta, ma gli aquilani hanno diritto al rispetto degli impegni presi». Il segretario del Pd ha anche chiesto l'istituzione all'Aquila di una zona franca per i prossimi dieci anni, «per questo siamo pronti ad affiancare il governo nell'azione con l'Unione Europea» e la riapertura delle scuole a settembre «anche se non ci sono i fondi per la messa in sicurezza degli edifici». Franceschini ha spiegato che nella ricostruzione devono essere coinvolti gli enti locali di qualsiasi colore e soprattutto servono finanziamenti straordinari perché gli enti locali hanno esaurito i fondi. Davanti ad iscritti e simpatizzanti, c'è stato l'annuncio della disponibilità di mille volontari del Pd, la cui lista è stata consegnata da Franceschini al presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane. Dure le repliche da Roma da parte della maggioranza. «La coesione invocata a parole viene smentita alla prova dei fatti. Pazienza — ha detto Maurizio Gasparri — Abbiamo progetti, risorse e forze per andare avanti, insieme alla popolazione abruzzese che saprà valutare il cinismo di chi intenta una miserevole speculazione politica». Sprezzante il commento anche della Lega, con Roberto Calderoli: «Franceschini può dire ciò che vuole basta non ascoltarlo». A sostegno del segretario del Pd scendono in campo Anna Finocchiaro e Pierluigi Bersani, sottolineando che il governo non «onora le promesse» e che il dl è insufficiente.

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10/05/2009










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