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Alemanno va a Porta San Paolo

Il sindaco partecipa al corteo di partigiani e studenti. Alto rischio di contestazioni


Ha deciso di andarci. Anche se gli era stato sconsigliato. Anche se qualcuno aveva fatto notare possibili problemi di ordine pubblico. Gianni Alemanno parteciperà alla manifestazione dell'associazione Partigiani per celebrare la festa della Liberazione: alle dieci in punto sarà a Porta San Paolo. Nel suo primo 25 aprile da sindaco della Capitale, Alemanno andrà sul luogo dove vi furono i momenti più duri della lotta per la Resistenza. Sul luogo dove si vissero i momenti di maggiore battaglia subito dopo l'8 settembre, dove militari e soprattutto civili romani si lanciarono nella cacciata dei tedeschi da Roma. Ma è anche un luogo simbolo di più stringente attualità. Appena nel settembre scorso proprio nella celebrazione della battaglia il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si lasciò andare a una rivalutazione dei militari della Rsi che suscitò notevoli polemiche, a cominciare da una fredda reazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, seduto due poltroncine più in là. Alemanno assistè a tutto dalla prima fila. Anche lui arrivava da una lunga polemica generata da dichiarazioni pronunciate a Gerusalemme pochi giorni prima durante i quali il sindaco aveva tenuto a precisare che il «fascismo non era tutto male assoluto». Polemiche che si sono concluse di fatto per il sindaco soltanto un paio di mesi dopo, quando accompagnò i ragazzi delle scuole romane in visita al campo nazista di sterminio di Aushwitz. Polemiche che però si sono rinfocolate appena due giorni fa quando il sindaco di Parigi, Bertand Delanoe, ha accusato Alemanno di aver fatto saluti romani il giorno della sua vittoria in Campidoglio. Polemiche che sono sfociate poi sul piano diplomatico. Alemanno ha scelto invece di essere davvero il sindaco di tutti i romani. E così, stamattina, dopo il tradizionale saluto all'Altare della Patria ha deciso di accettare l'invito dell'Anpi, poi si recherà a Forte Bravetta, altro luogo simbolo della memoria. In questi giorni uomini vicino al sindaco hanno anche avuto contatti con Massimo Rendina, presidente dell'associazione romana dei partigiani, il quale proprio pochi giorni fa aveva invitato il primo cittadino capitolino a prendere posizione contro la legge che intende equiparare tutti i combattenti di quegli anni, quelli della Resistenza e quelli della Rsi. I timori sulla partecipazione di Alemanno sono soprattutto legati al fatto che le celebrazioni di Porta San Paolo prevedono anche un corteo degli studenti e, stando a informazioni giunte al Comune dalle forze dell'ordine, dovrebbero esserci anche elementi no global, di estrema sinistra e dei centri sociali. Insomma, il primo cittadino è ad alto rischio contestazione. Non sarebbe il primo visto che Letizia Moratti, sindaco di Milano, venne contestata il 25 aprile di due anni fa da un gruppo di autonomi mentre partecipava a un corteo spingendo il padre partigiano su una carrozzella. Alemanno ieri ha detto: «Questo 25 aprile deve essere di svolta, la Liberazione deve essere un valore condiviso proprio perché i combattenti furono persone di sinistra, comunisti, ma anche di destra e di centro, liberali e monarchici, ed è giusto che venga rivendicato». Sembra dunque avvicinarsi la conclusione di un percorso. Che avrà condotto l'intera destra italiana alla totale de-fascistizzazione.

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25/04/2009










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