Sono alcuni dei numeri contenuti nel dossier che l'Italia ha inviato al commissario europeo Barrot chiedendo, tra l'altro, proprio la modifica del sistema di ripartizione dei fondi. Il problema, sostengono al Viminale, è proprio sul calcolo che viene fatto per distribuire i finanziamenti: l'Ue, per Malta, prende in considerazione circa 1.200 chilometri di coste, mentre per l'Italia - che ha oltre 5mila chilometri di costa - si tiene conto per la ripartizione dei fondi solo di 1.650 km. La spiegazione fornita dall'Ue, sottolineano sempre al Viminale, è che le coste tirreniche e adriatiche non sono soggette agli sbarchi; ma così facendo non vengono considerate tutte le altre spese che l'Italia sostiene per far fronte all'immigrazione clandestina. Nel dossier, secondo quanto si apprende, queste spese sarebbero tutte chiaramente dettagliate. Ad esempio, i 670 interventi di soccorso in mare fatti dal 2007 ai primi mesi di quest'anno, hanno consentito di salvare 42.600 migranti: solo la prima assistenza di queste persone (vitto e alloggio nei centri, cure mediche, assistenza legale) è costata quasi 78 milioni. A ciò bisogna aggiungere gli oltre 3 milioni spesi per il soccorso in mare e i circa 4,5 milioni per il noleggio degli aerei con cui gli immigrati vengono trasferiti nei vari Centri di accoglienza o di identificazione ed espulsione sparsi sul territorio. Risulta poi che la Commissione ha stanziato per l'Italia, un totale di 211 milioni di euro per il periodo 2007-2013 destinati, tra le altre cose, a gestire lo sviluppo di un sistema europeo di sorveglianza e a sostenere la lotta all'immigrazione clandestina tramite servizi consolari degli Stati membri nei Paesi terzi. A Malta invece arriverà un contributo di 112 milioni di euro sempre per il periodo 2007-2013. I fondi finanzieranno l'acquisto di nuove infrastrutture di sostegno alle attività di pattugliamento delle coste, l'equipaggiamento per la polizia che sorveglia i confini e quattro nuove navi per gli interventi rapidi.
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22/04/2009