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Guerra per Alitalia. Scontro Roma-Milano sugli scali

Per lungo tempo sopito di fronte alle difficoltà incontrate dalla Cai nella chiusura del capitolo sindacale ieri lo scontro tra le due città sulla scelta del cosiddetto hub, l'aeroporto centrale delle nuove rotte, si è rinfocolato.
L'occasione è stata offerta dall'incontro telefonico previsto tra i vertici della Cai e quelli della Lufthansa. Un meeting annunciato e smentito dai tedeschi solo all'ultimo momento. Ma nelle righe della puntualizzazione non è mancato l'accenno al fatto che Berlino, nonostante il netto vantaggio dei Air France (che avrebbe già fissato per venerdì il cda per ratificare l'offerta a Cai) si consideri «ancora in corsa. L'operazione con Parigi non è ancora decisa e i colloqui proseguono». Insomma niente è deciso e la levata di scudi del Nord si è rivelata l'ultima finestra aperta per far rientrare nel gioco i tedeschi. Che non è detto vogliano a tutti i costi una quota della Cai. A spiegare la posta sul piatto è stato Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione che ha previsto due sole le opzioni messe in tavola dalla Lega: o la scelta di Lufthansa come partner della nuova Alitalia, o la liberalizzazione degli slot a Malpensa. Nel primo caso sarebbe penalizzato lo scalo di Fiumicino nel secondo la Cai, ancora in fase di rodaggio, si troverebbe subito in competizione con uno dei più agguerriti concorrente del Vecchio Continente.
Per questo hanno spiegato a Il Tempo, fonti vicine alla Cai, il lavoro della cordata di imprenditori si starebbe concentrando sulla necessità di trovare una sorta di compensazione da offrire alla compagnia che non riuscisse a entrare nella compagine societaria della nuova Alitalia.
I criteri di scelta per ora sono solamente industriali. Non è casuale - ha spiegato la stessa fonte - il silenzio di Berlusconi sulla vicenda che ha lasciato carta bianca a Colaninno nella valutazione del socio estero. La partita è ancora aperta: la nuova Alitalia valuterà la soluzione migliore fino all'ultimo minuto utile, entro la scadenza del 12 gennaio, vigilia del debutto. Il fatto che Parigi senta il fiato sul collo è dimostrato anche dalle indiscrezioni del quotidiano francese Les Echos secondo il quale l'offerta di Air France sarebbe stata alzata a 310 milioni di euro per il 25% di Cai.
La possibilità di un ritorno dei tedeschi che punterebbe su Malpensa e le inevitabili polemiche sulla competizione Roma-Milano hanno fatto scendere in campo il sindaco Gianni Alemanno che in una nota ha spiegato con toni duri: «È incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai. Nessuno può pensare di togliere a Fiumicino il ruolo di hub intercontinentale dell'Italia». «Deve essere chiaro - ha aggiunto Alemanno - che non permetteremo nessuna prevaricazione politica o territoriale contro la naturale importanza che Roma e Fiumicino rivestono per il collegamento internazionale dell'Italia». La guerra è aperta.

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