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«Sapienza ostaggio di trecento criminali»

«Alla Sapienza - ha detto ancora il sindaco - vengono invitati i terroristi rossi e al Papa è impedito di parlare». «La Sapienza - ha continuato Alemanno - è tenuta in ostaggio da gente di cui ci dobbiamo liberare. E bene ha fatto il nuovo rettore Frati a prendere di petto la questione. Dobbiamo essere consapevoli che ci sono dei cambiamenti culturali da fare».
Intanto proprio ieri si è diffusa la notizia di un nuovo invito rivolto al Vaticano da parte dlela principale università romana. Il rettore Frati ha confermato la notizia della richiesta a fare visita all'ateneo inviato a Papa Benedetto XVI l'11 dicembre scorso durante il tradizionale incontro del pontefice con gli universitari romani a San Pietro: «Con il mio invito è stato riallacciato un rapporto», ha spiegato il Magnifico. Un gesto volto - ha osservato - a superare la vicenda delle proteste venute da alcuni settori dell'università che avevano portato il Papa a rinunciare, nel gennaio scorso, a partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico.
«Quella fase è stata superata, quando e come verrà il Papa lo vedremo», ha aggiunto Frati. Da parte vaticana, a quanto si è appreso, i tempi per eventuale visita del Papa alla Sapienza appaiono «prematuri», dopo il clamore suscitato lo scorso anno dall'intera vicenda.
Bisognerà dunque aspettare che passi altro tempo prima che l'invito, pur apprezzato, possa concretizzarsi.

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