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Università, fiducia<br/>alla Camera dei deputati

Università, fiducia<br/>alla Camera dei deputati

La Sapienza (foto Gmt)

È praticamente scontato che il 5 gennaio (l'Aula della Camera è convocata per le 16) venga posta a Montecitorio la questione di fiducia sul decreto legge Gelmini in materia di università, che scade il 9 gennaio. Toccherà alla conferenza dei capigruppo stabilire il calendario dei lavori: tuttavia, è presumibile che la fiducia sia votata il 7 gennaio, e tra quella giornata e l'8 gennaio potrebbe esserci il via libera definitivo al decreto Gelmini. Ecco le principali misure contenute nel provvedimento.
Assunzioni Sono bloccate nelle università che, al 31 dicembre di ciascun anno, sono in deficit. Gli atenei indebitati vengono esclusi per il 2008-2009 dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Gli atenei virtuosi, invece, avranno lo sblocco parziale del turn over (che passa dal 20% al 50%) a patto che il 60% dei soldi vada per reclutare i giovani.
 

Concorsi Cambiano le regole per la composizione delle commissioni. Per la selezione dei docenti sono previsti un ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di dodici persone da cui sono esclusi i docenti dell'università che assume. Per i ricercatori la commissione è composta da un ordinario e un associato scelti dalla facoltà che bandisce il posto e da due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari, esclusi sempre i docenti dell'ateneo che assume.
 

Riaperti termini dei concorsi Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi, ma sono riaperti i termini per i concorsi in atto fino al 31 gennaio 2009.

Norme «anti-baroni» e «anti-fannulloni» Nasce un «Anagrafe nazionale dei professori ordinari, associati e dei ricercatori» aggiornata annualmente che contiene, per ciascun nome, l'elenco delle pubblicazioni scientifiche. Per ottenere gli scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto attività di ricerca e pubblicazioni. Se per due anni non ce n'è traccia, lo scatto di stipendio è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni di concorso. Professori e ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale).

Trasparenza Gli atenei dovranno garantire trasparenza nei bilanci e far sapere agli studenti come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno anche pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati.
 

Premi per università virtuose Almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito già dal 2009 alle università virtuose per migliorarne la qualità della ricerca e dell'offerta formativa.
 

Diritto allo studio Arrivano 65 milioni per nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate ai meritevoli.
Rientro dei cervelli Le università potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi «stabilmente impegnati all'estero», anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli. Si potranno anche chiamare «studiosi di chiara fama».

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