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«Sulle riforme

obbligatorio cercare l'intesa»


Senatore, nel messaggio di fine anno, Napolitano ha caldeggiato più volte la necessità di condurre le prossime discussioni parlamentari ricercando il dialogo tra maggioranza e opposizione. Rimarrà un invito inascoltato oppure vi sforzerete di perseguirlo?
«Premetto: il ruolo del presidente è sempre quello di agevolare l'accordo. Non per questo raraggiungerlo sarà facile. Però sese prendiamo in considerazione quanto è successo in questi primi mesi di legislatura, in Parlamento non sempre è emersa una forte contrapposizione».
Ad esempio?
«Ricordo che le dichiarazioni del ministro Tremonti sulla crisi furono ben accolte. Più recentemente il decreto Gelmini sull'università ha ricevuto il voto contrario solo per un immotivato pregiudizio nei confronti del ministro. Il senatore Nicola Rossi lo disse a chiare lettere. Infine, la riforma della pubblica amministrazione del ministro Brunetta ha ricevuto l'astensionismo dell'opposizione».
Ma quello che si vede fuori dall'aula è tutta un'altra cosa. Liti, accuse e battibecchi sembrano fare da padroni nello scenario politico.
«In effetti, quello che ha creato un clima da rissa sono stati episodi extraparlamentari come le teorizzazioni di Veltroni sulla dittatura morbida o la manifestazione di piazza Navona».
Una frecciatina lanciata al Pd affinchè abbandoni Di Pietro?
«Il Pd dovrebbe semplicemente fare il proprio interesse prendendo le distanze da comportamenti ai limiti dell'eversione. Anche se le proposte della maggioranza in Parlamento sono rivolte a tutti senza esclusioni, è evidente che se l'Italia dei Valori tiene fede ai suoi proclami, con quella parte di opposizione non potrà esservi alcun dialogo».
Gennaio sarà il mese delle grandi riforme, da quella della giustizia proposta dal ministro Alfano a quella sul federalismo voluta dalla Lega. Cercherete in quel caso di ottenere un largo consenso all'interno del Parlamento oppure sarete disposti a votarle con i soli consensi della maggioranza?
«Per le riforme che riguardano l'architettura dello Stato, ricercare l'intesa è obbligatorio. È necessario però che tale ricerca non diventi un diritto di veto per l'opposizione. Il compito della maggioranza è cercare il punto di equilibrio tra il tener fede ai suoi programmi e il confronto con le altre parti in Parlamento».
Come mai?
«Un banco di prova importante sarà la riforma dei regolamenti parlamentari. La maggioranza ha presentato in Senato una proposta di cui io sono primo firmatario. Ora è arrivata la proposta del Pd, del senatore Zanda. Confrontandole vedo che vi è la possibilità di giungere a un'intesa. Se ciò accadesse, si tratterebbe di un buon segnale».

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