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Dal Bagaglino all'Europa <br/>e Valeria Marini sogna

Dal Bagaglino all'Europa <br/>e Valeria Marini sogna

Marini e Parietti

I bene informati riferiscono di un Berlusconi lì a un passo dal convocare gli alleati per un summit straordinario, un estemporaneo "patto del pandoro". L'intemerata di Valeriona non poteva passare inosservata, e andrà comunque gestita.  Aveva detto infatti la burrosa soubrette: «Se il Pdl me lo chiede, mi candido alle elezioni europee». Que viva Marini: non l'austero Franco, ma l'eburnea ex stella del varietà, quella che i politici li aveva finora avvicinati non sui palchi dei comizi, ma su quello del Bagaglino.


Però, prima che un brivido rovinasse definitivamente il cin-cin a Villa Certosa, Gemonio e negli sparsi rifugi dei maggiorenti di governo, la dea lasciava spazio a un'alternativa: «Fra il matrimonio e l'impegno a Strasburgo sto pensando a quale delle due cose realizzare per prima». Sospirone di sollievo: la famiglia è un valore primario anche per le star, a volte viene anche prima della Patria. Le vipere del gossip sussurrano che ad impalmare Valeria potrebbe essere nientepopodimenoche Vittorio Cecchi Gori, in una sorta di happy end sotto-hollywoodiano. I due si erano pazzamente amati fino al brutto giorno in cui fu scoperta quella polveraccia a casa di lui, e l'amico Leonardo Pieraccioni parlò di un "11 settembre dell'amore". Ma lady Marini è sempre rimasta vicina al suo ex, anche nei momenti più tetri della recente gattabuia. Gli ammiratori della vita in rosa tifano per un ritorno di fiamma, come in quell'estate che - raccontò lei nella sua biografia - bruciavano vivi di passione. Erano in barca con Tognazzi e la Izzo e...«siamo riusciti a raggiungere il record di due giorni chiusi in cabina...Ricky e Simona ci spedivano sms del tipo "Siete vivi? Non avete ancora finito?". Da quell'estate», precisò la sexbomb catodica, «il mio instancabile amante avrebbe avuto un nuovo nome: "Duracell"».


La complicazione è che pure Duracell sembrerebbe tentato da un ritorno in politica, rinverdendo i fasti di quando, da senatore del Ppi, si assentò dall'aula nel momento della fiducia al primo governo Berlusconi. E se nozze saranno, uno dei due pronubi dovrà pur badare al desco o al tanto sospirato erede, con buona pace dei propri progetti istituzionali. Ma se alla fine fosse lei a infilarsi in un severo tailleur e a rompersi il cranio sulle bozze della Costituzione europea? Potrebbe essere il primo passo verso un futuro, folgorante scenario di larghe intese: con la Marini sirena del centrodestra, Alba Parietti che si è già esposta per partecipare ad eventuali nuove primarie del Pd, e Vladimir Luxuria acclamato/a a gran voce come nuovo/a leader della sinistra postcomunista. Un trio irresistibile: neanche i più navigati cronisti del Palazzo osano immaginare una futura, lontana crisi di governo con Berlusconi al Quirinale che convoca per le consultazioni di rito le tre starlette nate e pasciute nell'era della subcultura televisiva (anche se il quadretto assumerebbe un suo senso, grottesco ma coerente con lo spirito dei tempi).

Di sicuro, siamo pronti per nuove versioni delle "convergenze parallele" di democristiana memoria. Una prova di compromesso storico Valeria e Alba l'avevano già fatta nel fatale 1994 sugli sgabelli di "Serata Mondiale": immortali commentoni a colpi di anca paradisiaca sulla stregata spedizione in Usa dell'Italia di Sacchi e Robibaggio. E tutte e due, neanche a dirlo, sono passate per Sanremo, in tempi diversi, per tentare la gloria della conduzione festivaliera. Anche con la pasionaria transgender, la Marini ha trovato una linea di dialogo: è successo quando, all'Isola dei Famosi, hanno provato a costruire insieme un rifugio antipioggia. Una sorta di casa comune delle spiaggiate, una simbolica solidarietà tra le frasche fra due che ne hanno viste tante, ma ne sono sempre uscite a tetta alta, sia pur posticcia. Vero è che mentre Alba e Vladimir parlano da sempre il linguaggio un po' incartato ma efficacemente autoreferenziale della sinistra d'antan, Valeria dovrà sottoporsi a un mortificante restyling della propria capacità di comunicare: intanto, non che sia costretta a girare in gramaglie, ma certo dovrà rinunciare a sponsorizzare le sue sottovesti nei luoghi sacri del potere.


E dovrà presumibilmente ritirare dal mercato il suo volume di ricordi, quel "Memorie intime" che poco la fa somigliare ad Eleanor Roosevelt, sopratutto per certi passi un po' troppo allusivi. Come quella in cui riflette che «se mi sono succhiata il dito fino a quattordici anni, cosa posso aver fatto dopo?». O l'altra in cui spiega sussiegosa che in certe occasioni «la mano non deve sembrare una raspa e il piede non deve agire come la tela smeriglio... Men che meno se si spinge in certe parti del corpo». Ecco.
Certo è che Valeria e Alba potrebbero lavorare insieme per insegnare agli italiani come si risparmia sulla spesa: in film diversi, la prima trovava mille usi - anche non propriamente gastronomici - per l'anguilla, la seconda si avventurava direttamente nel frigo del macellaio per verificare la freschezza dei quarti, non solo del manzo. Ma la signora Marini, rispetto alla rivale, ha un'arma in più: la chiaroveggenza. Sentitela: «Spesso in una stanza mi capita di percepire la presenza di anime o entità strane. Sistematicamente faccio sogni premonitori. Ho presagito più di un cambio di governo, azzeccandone il futuro premier». E fin qui è roba fantastica, che può tornare utile. Ma: «Ho vissuto anche fuoriuscite dal mio corpo». Rinunci all'ultimo esperimento: non la voterebbe più nessuno.

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