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Il caso

Spariti 12 milioni, le autostrade siciliane rischiano la chiusura

Gaetano Mineo



PALERMO Rischiano la chiusura buona parte delle autostrade siciliane. L'Anas, per bocca proprio del suo presidente, Pietro Ciucci, intende revocare la concessione al Consorzio autostrade siciliane (Cas). Motivo? È lo stesso Ciucci a spiegarlo, «constatata la gravità degli inadempimenti e la non adeguatezza del piano d'intervento predisposto dalla società».

Non solo «inadempimenti» però, perché dalle casse del Consorzio mancano «misteriosamente» ben 12 milioni di euro. E così il presidente dell'Anas ha proposto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la revoca della concessione al Cas, nel corso di un'audizione in commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, che gestisce, tra l'altro, le tratte Messina-Palermo, Messina-Catania e Siracusa-Gela. Immediata la replica del presidente del Cas, Patrizia Valenti, in carica dallo scorso aprile. «Non possiamo chiudere il conto consuntivo del 2007 — ha spiegato — perché all'appello mancano 12 milioni di euro, che non si sa che fine abbiano fatto. Per questo motivo ho già chiesto un'ispezione straordinaria all'assessorato regionale ai Lavori pubblici, che ha l'obbligo di vigilare sul Consorzio».
Mentre, per quanto riguarda la procedura per la revoca della concessione, il presidente del Consorzio piega che la responsabilità è da addebitare alle mancate manutenzioni degli ultimi 8 anni. «Il consorzio — ha aggiunto La Valenti — ha ricevuto una diffida all'inizio dell'anno, quando io ancora non ero in carica, per non avere effettuato la manutenzione nelle autostrade in concessione dal 2000 al 2005».

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15/12/2008










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