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Il parere del geriatra

«Giusto, il gentil sesso vive più degli uomini»

Non avrà il sostegno dei sindacati ma, per ora, il ministro Renato Brunetta trova quello della scienza. La sua proposta di alzare l'età pensionabile delle donne equiparandola a quella degli uomini trova assolutamente d'accordo il professor Roberto Bernabei, geriatra dell'università Cattolica di Roma anche se il suo, ovviamente, non è un punto di vista politico.


«È letteralmente un non senso biologico quello di far andare in pensione le donne a 60 anni e non a 65 - spiega -. I dati scientifici danno ragione a Brunetta». Basando le sue tesi su pure ragioni mediche, Barnabei ricorda che fino a 70 anni gli italiani godono di buona salute: «La disabilità è del 7% ma per queste persone ci sono già le tutele».
Le donne, intanto, sono più longeve, ricorda il medico, «soffrono di qualche acciacco in più ma è solo dopo i 75 anni che la salute peggiora concretamente». Allora, aggiunge, meglio restare sul posto di lavoro.
«L'attività - dice - fa bene al cervello, fa da prevenzione alle malattie degenerative cone l'Alzheimer. E poi - conclude - un settantenne di oggi, uomo o donna, è come un cinquantenne di 30 anni fa. Insomma i dati scientifici danno ragione a Brunetta».
Meno entusiasta Alessandra Servidori componente del Comitato Consultivo di Parità Uomo-Donna della Ue che invita alla cautela: «Sull'età pensionabile delle donne è bene ragionare con calma e obiettività. In ogni caso il ministro Brunetta pone dei problemi seri e reali sui quali si possono discutere i tempi e i modi».

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14/12/2008










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