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A volte tornano. I più pensavano che dopo la débâcle delle elezioni politiche dello scorso aprile i partiti «nanetti della sinistra» si fossero rassegnati alla sconfitta e invece no.
L'occasione di rimettersi in gioco alle elezioni Europee, che si terranno il 7 e 8 giugno 2009, è troppo golosa per non prenderne parte.Così, accantonato definitivamente il progetto de La Sinistra L'Arcobaleno, il partito della Rifondazione Comunista, quello dei Comunisti italiani, la Sinistra democratica e i Verdi ripresenteranno i loro vecchi simboli agli elettori. Una strategia che vorrebbe, in questo modo, racimolare più consensi possibile e soprattutto sperare di riconfermare i seggi al Parlamento europeo. Purtroppo sembrano sogni che resteranno nel cassetto.
Il dato che infatti emerge da un sondaggo realizzato per Repubblica.it da Ipr Marketing sottolinea come, neppure rispolverando la falce e il martello o il sole che ride, non ci sarà una riscossa per quanto riguarda i consensi. Degli attuali sei seggi di Rifondazione comunista ne sono previsti, dal sondaggio, solo due e i due, rispettivamente dei Verdi e dei Comunisti italiani, diventeranno uno per il partito ecologista e nessuno per l'altro. Zero seggi anche per l'Udeur che si ferma, nelle previsioni, allo 0,4%.
Quindi, sparita dal Parlamento italiano, la galassia della sinistra, che spera in un'occasione di riscatto in Europa, si trova a scagliarsi contro il muro delle percentuali. Rifondazione comunista si ferma al 2,3 (6,1 nel 2004), il Pdci allo 0,6 (era al 2,4) e i Verdi all'1,3 (erano al 2,5). La Sinistra democratica arriva a 1,3 per cento e i radicali conquistano l'1 per cento rispetto al 2,3 del 2004. Ma neppure La Destra di Francesco Storace canta vittoria. Infatti perde quasi 0,9% dei consensi rispetto ad aprile stabilizzandosi sull'1,5% che comunque le garantirebbe un seggio. Anche l'Udc registra un sensibile calo. Solo il 4 per cento degli intervistati dichiara il suo voto per il partito di Casini. In calo di un punto e mezzo rispetto alle ultime politiche.
L'altro dato interessante è l'ennesima stoccata data al Partito democratico. Infatti mentre il Pdl sfiora il 40 per cento e la Lega subisce un leggero flesso, il Pd scende sotto la soglia del 30 per cento. Dall'analisi dei risultati del sondaggio, emerge infatti che il Pdl si conferma primo partito, toccando quota 39 per cento. In crescita sia rispetto alle Europee del 2004 (quando però Forza Italia e An si presentarono da sole), sia rispetto alle politiche del 2008, quando il Pdl arrivò al 37,3 per cento. Calano invece i consensi per il Pd. Il partito di Veltroni si attesta su un 28 per cento e, sia se lo si compara con le europee del 2004 (quando Ds e Margherita, separatamente, presero il 31,1), sia rispetto alle ultime politiche, emerge una situazione di estrema difficoltà. Il Walter nazionale potrebbe così vedere traballare la poltrona da leader del partito. A guadagnarne è l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Il partito dell'ex pm vede i suoi consensi salire fino al 7,8 per cento. In netto aumento sia rispetto alle europee del 2004 (+5,7), sia sulle ultime politiche (+3,4).
Infine anche la Lega registra una frenata. Si ferma al 7,5 per cento, in aumento rispetto alle europee del 2004, ma in calo sulle ultime politiche (8,3), anche se la roccaforte del Nord-est la premia con un oltre 13% nelle intenzioni di voto.
Alessandro Bertasi
10/12/2008