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i vescovi: "ci aspettavamo incrementi"

La Cei: no ai tagli alle scuole cattoliche
Il governo: "Ripristineremo i fondi"

La Conferenza episcopale italiana rimprovera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti di colpire di nuovo la scuola cattolica. Mons. Stenco: "Dal 2004 Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale. Ora il ministro ripete la stessa manovra". Vegas tranquillizza i vescovi: "Possono dormire su quattro cuscini".
 

Tremonti «Guarda caso nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004: taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola cattolica. È un film già visto: si continua a colpire il sistema paritario», ha affermato mons. Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'educazione, la scuola e l'università, a proposito dei tagli in finanziaria alla scuola paritaria.


«Nel 2000 - ha spiegato mons. Stenco, in un'intervista con alcuni giornalisti - la legge sulla parità scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il contributo, dello 0,1 per cento, è quindi già irrisorio».


«Nel 2004, - ha proseguito il vescovo - per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33 per cento. La scuola cattolica ha taciuto - ha aggiunto - e li abbiamo recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora, però, il ministro ripete la stessa manovra». «La Chiesa adesso - ha concluso - deve tirare le sue conseguenze perchè senza contributi le scuole dell'infanzia non vanno avanti e di certo rischiano di chiudere».
 

Da questo governo «noi non ci aspettavamo nessun taglio. Al contrario ci aspettavamo degli incrementi. Mettere le scuole paritarie nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile».
È quanto ha affermato mons. Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'educazione, la scuola e l'università a proposito dei tagli in finanziaria alla scuola paritaria cattolica.


«Speriamo che i tagli possano essere ritirati», ha detto aggiungendo che «il problema però non è la restituzione» ma che «il governo ha messo in discussione la legge sulla parità scolastica del 2000», una legge che «non si vuole applicare» incrementando i contributi che sono previsti».
 

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05/12/2008










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