Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

L'avvocato conferma: «Era spaventato» La Iervolino protesta: «C'è sciacallaggio»

Giorgio Nugnes si era «convinto che i magistrati lo volessero incastrare». Nello Palumbo, difensore dell'ex assessore comunale suicidatosi sabato, prova a spiegare i motivi della «profonda prostrazione psicologica» che il suo assistito mostrava negli ultimi giorni.

L'avvocato conferma anche l'esistenza di un secondo filone di indagine nei confronti di Nugnes, legato forse a un'inchiesta su alcuni appalti, che per ora non aveva prodotto alcuna contestazione formale nei confronti dell'esponente politico. Questa inchiesta, come sottolineano anche la procura e la Dda, non aveva comunque nulla a che vedere con la camorra.
Il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, ripete anche che, a suo avviso, «non c'è un nesso tra il suicidio di Nugnes e l'attività giudiziaria». Palumbo, ex senatore della Margherita, racconta invece di come il suo cliente e amico si sentisse «avvilito e prostrato dalla paura di non riuscire a far emergere la verità». «Era accusato - ricorda il legale - di essere tra i registi degli scontri di Pianura, per alcune telefonate in cui parlava dei movimenti dei blindati delle forze dell'ordine intorno alla discarica. Ma non riusciva a capire perchè, negli atti dell'inchiesta, non fosse stata trascritta la telefonata che aveva fatto in quelle ore a una giornalista, dicendo anche a lei che cosa stava accadendo a Pianura». Quella conversazione, secondo Nugnes, lo avrebbe scagionato
Sul fronte politico, piange il sindaco di Napoli. Il padre che lascia due figli prematuramente, il «ragazzo di quartiere», l'uomo di fede, «era vocazionista». Il suicidio di Giorgio Nugnes è frutto anche di un clima pesante nella città. «Non aiuta questo clima da "adesso succede chissà che cosa..."», ha detto il sindaco rispondendo sull'ipotesi di una seconda inchiesta giudiziaria, che avrebbe spaventato l'esponente del Pd inducendolo al gesto disperato. «Ti viene da dire: ma perchè? - ha continuato - Guardando, sia pure superficialmente, i giornali di oggi, non emerge nulla di così grave. La paura di una nuova inchiesta? Ma uno la nuova inchiesta la affronta...».

Vai alla homepage

01/12/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro