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Il premier Berlusconi difende la norma sul rincaro dell'Iva per le pay-tv, la manovra appena varata per fronteggiare la crisi economica. "Abbiamo tolto un privilegio dato a Sky dalla sinistra".
Doveva partecipare all'assemblea indetta dall'amico Gianfranco Rotondi. Il ministro per l'Attuazione del programma e leader della Dc per le Autonomie aveva infatti organizzato un incontro con lo scopo di assicurare ai propri militanti lo stesso trattamento riservato agli altri fondatori del Pdl nella spartizione delle future cariche.
Il premier ha preferito rinuciare all'incontro, il che ha dato sostegno alle voci diffusesi in questi giorni che lo davano fuori dal capoluogo lombardo per curare il mal di schiena che lo affligge.
Ma Berlusconi non poteva minimamente mancare ad un appuntamento così importante: da un lato infatti la sua presenza avrebbe rassicurato gli amici democristiani, dall'altro gli avrebbe permesso di rispondere alle accuse mossegli dall'opposizione riguardo il possibile conflitto di interesse per il raddoppio dell'Iva per le pay-tv. Così non ha voluto deludere completamente le aspettative degli organizzatori che davano per certa la sua partecipazione e ha scelto di ritornare sulla scena politica intervenendo telefonicamente all'assemblea. Tutte falsità, ha spiegato tra gli applausi dell'assemblea, perchè la norma "ha penalizzato Mediaset" tanto quanto il decreto Gelmini, che impone l'adozione dei testi scolastici con una cadenza di cinque anni, "ha colpito la Mondadori che, mi sembra, lascerà il comparto della scolastica".
"La sinistra - ha detto Berlusconi spiegando che Mediaset sta facendo partire una rete sul satellite e per cui ora sarà penalizzata - aveva dato a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10% dell'Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l'Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri. Noi abbiamo tagliato questo privilegio e lo abbiamo portato al livello delle altre tv". Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la manovra appena varata per fronteggiare la crisi economica costituisce "la promessa di una futura abolizione di una assurda imposta che abbiamo solo noi e che è stata introdotta dalla sinistra", l'Irap.
L'azione del governo per affrontare la crisi è stata al centro di innumerevoli attacchi da parte della sinistra che, a quanto pare, «è perennemente in campagna elettorale». Il governo quindi, secondo Berlusconi, ha fatto tutto ciò che poteva per affrontare la crisi ed è pronto a fare di più, infatti, ha affermato: "La manovra permette di avere l'Iva di cassa e delle detrazioni sull'Irap ed è una promessa per una futura abolizione di un'assurda imposta che abbiamo solo noi e che è stata introdotta dalla sinistra".
«Il nostro obiettivo - ha continuato Berlusconi - è quello di essere un'alternativa politica concreta rispetto alla sinistra che non è liberale, non è garantista e non è riformista. Costruiremo insieme un grande movimento che ha nel manifesto del Partito popolare europeo la sua carta dei valori. Lasceremo un segno importante nella storia della politica italiana».
Sulla scia del discorso di Berlusconi, anche Gianfranco Rotondi, ha voluto lanciare il suo messaggio: «Il Pdl non è la nuova Dc ma non si può fare senza i democristiani. Il partito unico l'avevamo proposto noi della Dc quindi oggi è singolare la nostra adesione a quella che è stata una nostra proposta».
Tornando al caso delle pay-tv nel tardo pomeriggio di ieri sono arrivate le prime reazioni della maggioranza.
Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, pur rimanendo fermo sulla decisione politica presa, non esclude la possibilità che in Parlamento si intervenga con emendamenti e a fargli eco anche il presidente dei senatori Maurizio Gasparri: «Valuteremo nel merito la questione e se si trovano soluzioni sul campo c'è la massima disponibilità, vedremo. L'importante è che non ci sia la volontà di colpire un gruppo importante».
01/12/2008