Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

«Dopo le imprese pensiamo ai consumi»

Giancarla Rondinelli
g.rondinelli@iltempo.it
Nella sua agenda era fissato il seminario della Fondazione Ugo La Malfa all'Università Bocconi. Ma alla fine non è andato, comunicando in mattinata che invece avrebbe partecipato all'incontro serale a palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali.

Silvio Berlusconi così, insieme a buona parte dell'esecutivo (Tremonti, Sacconi, Scajola, Brunetta, Maroni, Calderoli, Fitto, Prestigiacomo, rappresentanti dei sindacati e Confindustria, per un tavolo tecnico e di confronto sull'attuale crisi finanziaria. Presenti anche i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.
Sono passate da poco le 19 quando tutti gli invitati alla riunione arrivano nella sede del governo. Quando il Cavaliere entra nella Sala Verde, stringe la mano a Epifani, il sindacalista con il quale ha avuto un duro confronto a Ballarò. L'intervento del capo del governo dura una manciata di minuti, ma è il tono a farsi notare. «Abbiamo assicurato continuità alle linee di credito per le imprese, ora ci occuperemo dei consumi». Ma non solo. Altro messaggio: «Andiamo avanti in sintonia con gli altri Paesi europei», perchè è importante agire di concerto con l'Ue. Berlusconi avrebbe anche ricordato il fondo stanziato dal governo per l'eventuale ricapitalizzazione degli istituti di credito in difficoltà, pari a 10 miliardi, fondo di cui «ancora nessuna banca ha però usufruito».
Dopodichè, il ministro dell'Economia illustra le misure contenute nel pacchetto anticrisi che il governo varerà nel consiglio dei ministri di venerdì prossimo, dopo la diffusione del documento europeo: un bonus per i pensionati e per i figli a carico, oltre alla «social card» già prevista dalla manovra. La carta prepagata per gli acquisti di prodotti alimentari partirà a dicembre e avrà un valore di 120 euro mensili.
I sindacati ascoltano attentamente. E avanzano anche qualche critica. «Una esposizione generica e insufficiente», attacca il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Quante risorse sono a disposizine? - chiede Epifani - e come sono divise tra famiglie e imprese? È necessario fare di più per una crisi che è inedita». Secondo il segretario Cgil, in questa situazione, «deve essere dato un chiaro segnale di reponsabilità pubblica per uscire da questa crisi».
«Bisogna dare subito un segnale positivo, la gente è impaurita», sottolinea il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. «Occorre dare soprattutto un sostegno ai precari», per il quale «la classe dirigente deve dimostrare senso di responsabilità e unità. Mai come in questa fase occorre coesione nazionale». Sospende il giudizio invece il leader dell'Ugl Renata Polverini, in attesa che il governo fornisca i numeri del pacchetto. «Un giudizio compiuto - ha detto durante l'incontro a Palazzo Chigi - sarà possibile una volta chiarita l'entità delle risorse». Anche da Emma Marcegaglia arriva qualche richiesta. Alzare il tetto di reddito dei lavoratori per detassare i premi di produttività, da 30 a 35mila euro e lasciar perdere per ora la la detassazione degli straordinari.
Di diverso tono le reazioni delle associazioni di categoria. Esprime «apprezzamento» per le misure anti-crisi, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ma sottolinea che «si può fare di più». «Se il problema è rilanciare i consumi, vivacizzare la domanda interna e ridare fiducia alle famiglie - spiega Sangalli - ci permettiamo di insistere sulla detassazione della tredicesima, magari selezionando alcune fascie di reddito». Interventi più incisivi sono stati chiesti da Confesercenti. «Serve un intervento immediato per rimettere in moto immediatamente l'economia e i consumi a Natale», sottolinea il presidente Marco Venturi. «Spero che prendano in esame le nostre proposte per interventi che siano immediati per la detassazione delle tredicesime, sull'Irap e sulle altre necessità delle imprese».
Una riunione durata per più di due ore. Berlusconi prima di chiudere il tavolo di confronto entra nel merito di due temi caldi. Le cifre: «Nei prossimi giorni, vi comunicheremo le cifre effettive che metteremo a disposizione». Le tredicesime: l'intervento di detassazione sarebbe stato escluso perchè troppo oneroso per le casse dello Stato. «Vedo che tutti me lo chiedete faremo tutti i nostri conti e rifletteremo, ma temo che non sia possibile».

Vai alla homepage

25/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro