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Le regole dell'Europarlamento

Unanimità o maggioranza qualificata, duello anche sul voto

Voto all'unanimità o a maggioranza qualificata? La disputa sul clima riguarda anche le procedure di voto con il quale approvare il pacchetto delle misure per attuare gli obiettivi «tre volte 20», vale a dire: meno 20% di emissioni di C02, aumento del 20% di consumi da energie rinnovabili e incremento del 20% di efficienza energetica entro il 2020.


Ieri a Strasburgo il presidente di turno dell'Ue, Nicolas Sarkozy, ha rassicurato i parlamentari sul fatto che il pacchetto legislativo dell'Ue su clima ed energia sarà approvato in co-decisione, e quindi con la maggioranza qualificata degli Stati membri dopo un accordo con l'Europarlamento. L'Italia, invece, rivendica per il vertice Ue dell'11 e 12 dicembre prossimo una decisione all'unanimità tra i 27, in base alla quale ciascuno Stato membro può porre il veto e bloccare l'intero processo. Secondo le regole europee, il Consiglio tra i capi di Stato e di governo della Ue lavora seguendo il principio del consenso politico. Una pratica — interrotta pochissime volte nella storia dell'integrazione europea — con la quale la presidenza di turno assume l'impegno politico di definire i grandi orientamenti e le linee guida con il massimo consenso possibile, senza forzature di mano. Un impegno che presuppone la disponibilità di ciascuno Stato membro al compromesso, in nome di un interesse europeo superiore.

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22/10/2008










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