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La riunione del G7

I Grandi a consulto: verso le ricapitalizzazioni Ora la vera emergenza è l'economia reale


Washington passa il testimone a Parigi. Il G7 traccia così la strada su cui l'Europa potrebbe prendere decisioni. L'emergenza è finanziaria, riguarda i mercati borsistici e le banche. Ma la vera sfida è ora sull'economia reale. Gli interventi potrebbero così affrontare l'emergenza creditizia, molto probabilmente con ricapitalizzazioni societarie, ma punteranno anche ad evitare che la crisi possa contagiare, più di quanto non abbia già fatto, i settori produttivi e i consumatori.

Le famiglie hanno già contratto i consumi. Ma ora anche le imprese suonano l'allarme.
I ministri finanziari del 7 maggiori Paesi industrializzati rispondono a questi timori con un comunicato che fotografa le necessità e i due fronti di intervento: quello finanziario e quello dell'economia reale. Questo perchè i tassi interbancari, che non hanno avvertito la riduzione del tasso di sconto decisa dalle banche centrali, mostrano che i guai non sono passati: ma soprattutto sono la catena di trasmissione che restringe il credito a una economia che invece ha bisogno di ossigeno.
Dal comunicato del G7 emerge questa consapevolezza. «Siamo impegnati - hanno scritto al termine della riunione di Washington - a continuare a lavorare insieme per stabilizzare i mercati finanziari e riattivare il flusso del credito al fine di sostenere la crescita economica globale».
Il tono del comunicato è deciso. La strategia di intervento viene indicata in cinque punti: 1) sostegno alle istituzioni finanziarie, 2) accesso delle banche alla liquidità, 3) sollecitazione delle capacità delle banche di dare prestiti a imprese e famiglie, 4) assicurazioni robuste per i depositi, 5) trasparenza sugli asset. Ma azioni concrete non vengono indicate. La filosofia che traspare è quella di interventi che saranno collegati da un 'filo rossò ma che ogni singolo Paese dovrà prendere in una sorta di concorde autonomia, prendendo le misure al proprio mercato e alle difficoltà che questo deve affrontare. L'attenzione si sposta così al vertice di Parigi, al quale la vecchia Europa cercherà di mostrare maggiore unità.

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12/10/2008










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