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E il corteo contesta il compagno Bertinotti

Per fortuna che il passato non si dimentica. Il popolo della sinistra non solo ha già dimenticato Fausto Bertinotti, ma si permette anche il lusso di insultarlo. Pubblicamente.
Succede quando il corteo ha da poco svoltato da via Cavour su via dei Fori Imperiali.

L'ex presidente della Camera si è fermato in un angolo. Aspetta che tutti sfilino per andarsene. Molti manifestanti si avvicinano per salutarlo, qualcuno lo esorta: «Tieni duro».
Ma ad un certo punto succede l'inimmaginabile. Sfila un camioncino che diffonde musica. Sta per partire «Bella ciao», ma qualcuno si accorge della presenza del compagno Fausto. Si avvicina all'improvvisato dj e lo esorta: «Metti Bandiera rossa, metti Bandiera rossa». L'obiettivo è chiaro, qualche mese fa, una delle canzoni simbolo della tradizione socialista e comunista, divenne il modo con cui i sostenitori di Paolo Ferrero celebrarono la vittoria del congresso contro Nichi Vendola e la componente bertinottiana.
Qualche secondo di silenzio e uno dei manifestanti prende la parola: «Mi dicono che qui vicino c'è un compagno che ritiene il comunismo una parola indicibile. Il comunismo evoca una storia e un futuro. Anche un compagno di 16 anni lo capisce. Fausto Bertinotti, te sei rincoglionito!» L'agitatore chiude con una bestemmia. Al compagno Fausto resta solo un commento: «Un comunista non avrebbe mai bestemmiato». Forse un vecchio comunista.
N. I.

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12/10/2008










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