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La politica in tv
deve diventare più comprensibile

In relazione all'informazione televisiva il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha colto un problema che da parte di tutti sarebbe necessario affrontare senza pregiudizi o calcoli politici contingenti.
Le trasmissioni televisive dedicate all'approfondimento politico sono diventate tutte - tutte, in qualunque televisione e chiunque sia il loro conduttore - un ring sul quale vince chi è più impertinente oppure chi è più telegenico.


Lo so per esperienza personale, i dibattiti televisivi sono generalmente caratterizzati, salvo quando prevalgano alcuni conduttori meno faziosi come Bruno Vespa oppure alcuni interlocutori più civili, da bellicose discussioni e da furiosi battibecchi, spesso alimentati da conduttori tanto faziosi quanto incolti nelle materie affrontate.
Ha ragione per ciò il Presidente del Consiglio quando ricorda che queste trasmissioni non contribuiscono ad aumentare la fiducia verso la politica, già ai minimi storici, anzi allontanano ulteriormente i cittadini da essa.
Che fare, allora? Io credo che se la politica vuole riacquistare fiducia e un minimo di prestigio, deve tornare ad essere comprensbile. Per essere comprensibile deve occuparsi dei problemi veri del Paese. Per essere capace di occuparsi dei problemi veri del paese, come dimostra di saper fare il Presidente del Consiglio e il suo governo, deve dimostrare di conoscerli, di parlarne con cognizione di causa e di discuterli con obiettività e sulla base di un confronto rispettoso e civile.
Da questo punto di vista, non è necessario mettere sempre a confronto esponenti di diverse forze politiche, sollecitandone la tendenza all'animosità polemica. Sarebbe più utile, allora, intervistare il ministro competente o il rappresentante di un partito politico da parte di una platea di giornalisti specializzati, naturalmente di diverso orientamento politico.
In questo modo i membri del governo o i politici in genere sarebbero indotti a prepararsi di più e di conseguenza il pubblico sarebbe in grado di esprimere una valutazione e un giudizio sugli uomini politici fondato più sulla loro capacità e serietà, e meno sul loro aspetto fisico o la loro improntidudine.
Vogliamo provarci, almeno?

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05/10/2008










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