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Alfano assicura: «I pm resteranno sempre autonomi dal governo»

«Nell'ordinamento non ci sarà mai un principio che assoggetti il Pm all'esecutivo». Ad Agrigento per partecipare alla cerimonia di commemorazione del diciottesimo anniversario dell'uccisione del giudice Rosario Livatino, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha lanciato segnali distensivi ai magistrati.


Dopo aver ribadito di essere «assolutamente d'accordo sull'autonomia e l'indipendenza dei magistrati», il Guardasigilli ha aggiunto: «Il disegno costituzionale al riguardo è chiaro. Il giudice è sottoposto alla legge, fatta dal Parlamento in nome del popolo italiano, lo stesso in nome del quale il giudice emette la sentenza».
Quindi ha spiegato che l'obiettivo del governo è «una riforma condivisa del sistema giudiziario». «Per questo - ha aggiunto - abbiamo iniziato da alcune misure di efficienza, a cominciare dal decreto legge sulle sedi disagiate, e poi dalla riforma del processo civile che avrà al centro l'accelerazione dei tempi e la possibilità dei cittadini di avere una risposta alle loro esigenze in tempi molto più rapidi. Poi spetterà al processo penale, alle norme di rango costituzionale».
«Non abbiamo scosso totem ideologici nella fase iniziale. Abbiamo iniziato dal processo civile - ha proseguito - perché pensiamo che ci possa essere un maggior grado di condivisione rispetto ad altri ambiti».

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21/09/2008










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