Per la fondatrice del gruppo «DiGay Project» serve un «atto d'amore». E così si chiama la proposta che intende fare ai ministri Rotondi e Brunetta.
In che cosa consiste?
«In un contratto, disponibile online in modo da azzerare le spese legali, che stabilisce le linee guida su eredità e beni condivisi. Un accordo fra le parti basato su quello che la legge già offre e che mette in evidenza le lacune da colmare».
E il passo successivo?
«Poi vorremmo confrontarci con i ministri Rotondi e Brunetta, che hanno fatto un'apertura importante, per poter mettere a punto una normativa. L'obiettivo finale è passare da un contratto a scrittura privata a una forma di tutela pubblica che sia recepita nel diritto privato».
Non puntate al matrimonio fra omosessuali?
«Io punto a una legge. Non è che non rivendico il matrimonio ma voglio sbloccare questa situazione di contrapposizione ideologica di cui è stata vittima anche la sinistra. Vedo che esiste uno spiraglio laico-cattolico e spero sia bipartisan. Lo scontro non mi interessa. L'importante è andare avanti. Poi i tabù cadranno».
I dettagli della proposta?
«I nostri avvocati li stanno mettendo a punto, e li renderemo noti in una conferenza stampa a metà ottobre».
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11/09/2008