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Alla festa democratica di Firenze

E Fini è disposto ad aprire anche sul voto agli immigrati

Giustizia, commissione Amato, voto agli immigrati. Fini «apre» all'opposizione e al dialogo. Sul palco «avverso» della Festa del Pd fiorentina, il presidente della Camera auspica un avvicinamento delle posizioni e spiega: «Mi auguro che ci si confronti seriamente senza dare al dialogo un valore ontologico.

Solo chi è insicuro delle proprie idee ha paura del confronto. Nei prossimi giorni - ha spiegato Fini - il governo prenderà iniziative con un Ddl» e il dialogo è auspicabile: «Non è un momento positivo per la democrazia quando la gente perde fiducia nell'ordinamento giudiziario». È quindi necessario cercare dialogo con i magistrati così come fra le forze politiche. Anche sul voto agli stranieri, dopo la lettera di Veltroni, Fini ha mostrato flessibilità. Ma «se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia, bisogna essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Diritti e doveri devono stare insieme. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori». Il presidente della Camera attende «di conoscere il ddl proposto da Veltroni» per poi esprimere «un personale parere». Tuttavia, «pensare che l'integrazione sia garantita solo dal diritto di voto è illusorio». Sulla questione-Amato, infine, Fini ha affermato che «le polemiche a destra come a sinistra» gli «sono apparse fuori luogo. Amato è certamente un uomo di parte ma è altrettanto noto a tutti che ha sempre svolto incarichi politici e istituzionali con un equilibrio innegabile».

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04/09/2008










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